Al via a Brescia un nuovo corso gratuito per pizzaioli, in risposta alla carenza di personale nel settore e all’emergenza disoccupazione. Finanziato dal programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) della Regione Lombardia, il corso è rivolto a chi è senza lavoro, senza distinzione di età o di provenienza, e offre 76 ore di formazione professionale per trasformare l’inattività in una competenza certificata e immediatamente spendibile nella ristorazione.
Dietro l’iniziativa c’è lo chef Ciro Di Maio, originario di Frattamaggiore (Napoli) e attivo a Brescia dal 2015, che ha scelto di mettere la propria esperienza al servizio di chi è in difficoltà, andando oltre la logica del profitto per abbracciare una visione sociale. Per Di Maio, la pizza non è solo un prodotto gastronomico: è una lingua universale che tutti capiscono, un ponte tra chi arriva e chi accoglie, tra chi ha perso il lavoro e chi cerca una seconda opportunità.
Da Napoli a Brescia: la pizzeria come laboratorio sociale
La storia dello chef napoletano, Ciro Di Maio, non è solo un racconto di un’integrazione riuscita, ma la dimostrazione di come un’attività imprenditoriale possa generare un valore sociale per l’intera comunità. “Ho lasciato il Sud per cercare fortuna e l’ho trovata”, ha spiegato lo chef. Oggi, la sua pizzeria “San Ciro”, a Brescia, è molto più che un punto di riferimento gastronomico: è un vero e proprio laboratorio di riscatto sociale.
“A Brescia ho costruito il mio successo professionale, ma oggi guardo oltre il mio locale”, continua Di Maio. Questa visione si traduce in una formazione professionale che trasforma la vulnerabilità in professionalità. Il corso per pizzaioli non si limita solo a insegnare un mestiere, ma punta a replicare un modello basato sulla fiducia e sulla responsabilità. “Io sono partito da zero e se ce l’ho fatta è perché qualcuno mi ha dato fiducia”, conclude.
Certificati e competenze: gli obiettivi della formazione professionale
Il corso di formazione professionale, in partenza il 23 febbraio 2026 e coordinato dalle Politiche del Lavoro Srl, è progettato per abbattere le barriere d’ingresso nel mercato del lavoro. Oltre alla pratica, il corso fornisce abilitazioni fondamentali, come l’attestato di competenza professionale da pizzaiolo e la certificazione HACCP, trasformando i partecipanti da figure generiche a professionisti specializzati, pronti per un inserimento immediato e regolare.
Il valore dell’iniziativa va oltre questi certificati. “Il mestiere si impara stando accanto”, sottolinea lo chef. Superando la logica che spesso relega gli immigrati e i disoccupati a ruoli marginali come quello da lavapiatti, Ciro Di Maio adotta un metodo di affiancamento diretto: li guida nel loro percorso professionale e, nel caso degli immigrati, li supporta anche nelle pratiche burocratiche per l’accesso a documenti e permessi di soggiorno. Una formazione professionale che contribuisce a un inserimento sociale più efficace.
La pizza oltre le mura: dall’inclusione alla rieducazione
L’impegno sociale di Ciro ha radici molto estese. A Brescia, la collaborazione con il carcere di Canton Mombello ha già dimostrato come l’arte bianca possa trasformarsi in uno strumento di rieducazione e prevenzione della recidiva, offrendo ai detenuti una competenza spendibile una volta scontata la pena. Questo rappresenta un chiaro esempio di formazione professionale che può aiutare la reintegrazione.
Questo ponte tra inclusione e professionalità è arrivato anche al Rione Sanità di Napoli. Qui, il progetto delle ‘500 pizze’, realizzato all’inizio del 2025 in collaborazione con l’istituto alberghiero D’Este-Caracciolo, ha coinvolto i giovani del quartiere in una lezione collettiva di impegno civile. L’iniziativa è nata come dono della pizzeria “Oliva da Carla e Salvatore”, in piazza Sanità, per celebrare il decimo anniversario del locale: per l’occasione sono state distribuite gratuitamente 500 pizze margherita e la pizza fritta ‘Donna Sophia’, omaggio a Sophia Loren che nel film ‘L’oro di Napoli’ di Vittorio De Sica interpretò il celebre ruolo della pizzaiola.
Investire sulla formazione professionale
“La pizza è uno strumento di emancipazione, un modo per restituire dignità a chi l’ha persa, per rimettere in moto vite rimaste ferme troppo a lungo”, ha dichiarato Ciro. Iniziative come queste delineano un nuovo paradigma per la ristorazione: un’economia civile che forma, include e investe sulla formazione professionale e sulle persone.
Il corso di febbraio è l’ultimo tassello di una visione in cui la cucina diventa un’opportunità di crescita, dove il successo del singolo contribuisce all’avanzamento della comunità. “Farina, acqua, lievito e mani che imparano. A volte basta questo per cambiare una storia“, conclude Ciro Di Maio. Come dimostra questa storia, la formazione professionale continua a essere centrale per il futuro di giovani e meno giovani e dell’intera comunità.