2001: un anno di successi per Greenpeace

Il 2001 e’ stato un anno denso di successi per l’ambiente e per Greenpeace. Molti sono arrivati proprio in questi ultimi mesi. A fine novembre il governo ucraino ha deciso di non accettare il prestito della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo che avrebbe finanziato la ricostruzione dei due reattori nucleari a Chernobyl. La decisione e’ giunta dopo anni di pressione da parte di Greenpeace. All’inizio di dicembre, poi, abbiamo ottenuto un importante risultato in Amazzonia, dove in seguito alle nostre denunce sul taglio illegale, costate al coordinatore della campagna ripetute minacce di morte, e’ stato bandito il taglio e l’esportazione del mogano e sono state considerate aree protette tutte le terre degli Indios. Greenpeace quest’anno si e’ battuta anche per riformare il WTO, recandosi a Doha, in Qatar, unica Ong presente, con la nave ammiraglia, la Raimbow Warrior. Grazie anche all’apporto di Greenpeace il 2001 ha visto la firma di due importanti accordi internazionali: il Protocollo di Kyoto, finalmente siglato a Marrakech il mese scorso e la Convenzione di Stoccolma che mette fine alla produzione dei Pops (gli inquinanti persistenti, come i pcb), firmata a luglio.”La protezione dell’ambiente rimane un’esigenza fortemente sentita, nonostante la guerra ed il terrorismo. Lo prova il forte sostegno che raccolgono le nostre campagne- spiega Domitilla Senni, direttore generale di Greenpeace Italia -continuano, in questi giorni, ad arrivare numerose firme alla petizione per la salvaguardia delle ultime foreste primarie del pianeta, sia per posta che attraverso il nostro sito Internet, www.greenpeace.it. Oltre 1500 cyberattivisti, inoltre, hanno murato i siti “Mortedison” e “Enicheinquina” a testimonianza dell’ondata di indignazione che la sentenza di assoluzione al processo di Porto Marghera ha provocato”L’anno che si chiude vedra’ gli attivisti brindare per i successi del 2001, ma non tutti potranno farlo spensieratamente. Quindici attivisti di Greenpeace e due giornalisti free lance, sono ora sotto processo negli Stati Uniti per aver dimostrato pacificamente contro un test missilistico del programma Star Wars. La prossima udienza sara’ l’8 gennaio, a Los Angeles: tutti e 17 rischiano fino a 6 anni di carcere. Gli attivisti sotto processo provengono da Stati Uniti, Australia, Regno Unito, Canada, Germania, India, Nuova Zelanda e Svezia.L’equipaggio della “Arctic Sunrise” e’ impegnato nel mar Antartico ad ostacolare la caccia alle balene condotta dai giapponesi in spregio della moratoria internazionale adottata nel 1986. In Italia e in altri nove paesi di Europa, Asia e Sud America, i ragazzi si sono impegnati con Greenpeace nella protezione delle ultime foreste del pianeta.Come “Ambasciatori delle Foreste”, hanno relizzato iniziative per coinvolgere i loro amici, le loro famiglie, i loro quartieri. Tra le altre iniziative, oltre 1500 coloratissime cartoline destinate al Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.Per informazioni: ufficio stampa, tel. 06/57299903

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