New York: troppo rumore, diamoci un taglio

Se di proposte come questa sono sempre state piene le pagine dei giornali, l’ultima iniziativa del sindaco di New York pone l’accento su un tema controverso come l’inquinamento acustico. Universalmente riconosciuto come causa di gravi problemi, soprattutto nei centri urbani, l’alta esposizione a suoni di una certa intensità provoca gravi danni all’udito. Un suono superiore a 85 decibel (un aspirapolvere per intenderci) per un periodo di tempo prolungato, secondo il Council on the Environment, provoca danni permanenti. Il problema è che nessuno si è mai preoccupato realmente di risolvere questo fenomeno, causa di gravi problemi alla salute paragonabili alle emissioni di polveri sottili o qualsiasi altro agente inquinante.

Il sindaco Michael Bloomberg invece si è fatto promotore di una nuova offensiva contro l’inquinamento acustico, promettendo di far rispettare le leggi ed i regolamenti attuali e varando il “Noise Code”, il codice del rumore. Da oggi ogni azienda che presenterà la sua proposta in un asta pubblica dovrà presentare anche un progetto idoneo per attutire i rumori derivanti da martelli pneumatici e quant’altro. Non solo: sono previste norme per lo svolgimento della raccoltà notturna dei rifiuti, per le discoteche, perfino per i venditori ambulanti di gelati e i cani troppo chiassosi. Un numero gratuito permetterà i cittadini Newyorkesi di avvisare le forze dell’ordine se il vicino tiene lo stereo troppo alto o se il pub sotto casa emette decibel di troppo.

Se sarà una trovata propagandistica o un concreto rimedio sarà il tempo a dirlo. Nel frattempo, qualcuno è andato oltre alla semplice preoccupazione per ” un po’ di rumore”.

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