La vendemmia? In Salento si fa al buio

Il tempo della vendemmia si avvicina a larghi passi: ce lo ricordano le piogge e le temperature autunnali di quest’estate strana. Niente malinconia, però! L’autunno è tempo di vacanze “del colore del vino”. L’enoturismo, in Italia spopola e riesce a rinnovarsi in proposte sempre nuove: ecco, per esempio, l’intelligente formula con cui in Salento si prepara a declinarlo in una nuova tipologia di viaggio, utile al turista e al territorio. Si tratta del cosiddetto “turismo esperienziale”: un’inedita proposta che invita il turista a partecipare direttamente ad alcune fasi della vendemmia, spogliandosi dei panni di spettatore e fruitore esterno per entrare direttamente in medias res, cioè in un rapporto diretto e viscerale con quello che Edmondo De Amicis chiamava “il secondo sangue della razza umana”.

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“Con le sue immense distese di vigneti, è a settembre che Guagnano diventa un territorio in grado di regalare grandi emozioni.” racconta il sindaco di Guagnano Fernando LeoneNei vigneti sin dalle prime ore dell’alba è una festa. Carichi di uva, piccoli motocarri attraversano i sentieri di campagna per arrivare nelle cantine, dove i bruni grappoli di Negroamaro vengono scaricati a cascata. È  una festa. Dappertutto un intenso profumo di uva e di mosto”. Una descrizione bucolica in diretta dal mondo del vino: quello vero, fatto di fatica, sudore ma anche di rara e preziosa convivialità. Ed è proprio questa convivialità che i turisti verranno invitati ad assaporare a settembre, attraverso un viaggio nelle terre del Negroamaro che i partecipanti potranno vivere in chiave di “attori”. Al centro dell’iniziativa – ideata da Carmen Mancarella – c’è il comune di Guagnano: un paese circondato da vigneti partendo da cui dal 6 al 13 e dal 18 al 21 settembre, per i turisti sarà possibile visitare il territorio, le cantine e partecipare alla vendemmia secondo un’inedita formula night and day; a Castello Monaci, infatti, la vendemmia si farà anche di notte, utilizzando una formula che – prescindendo dalla mera attrazione turistica – veniva utilizzata anche in passato per evitare la fermentazione durante il trasporto dei grappoli, consentendo al tempo stesso di risparmiare energia elettrica durante la procedura di raffreddamento delle uve che precede la pressatura.

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vigneto 3Quello offerto è quindi un viaggio che ripropone nel più che fertile settore vinicolo ciò che di fatto da qualche anno capita già nel ramo della raccolta delle olive: pare siano infatti molti gli Svedesi e i turisti provenienti dal Nord Europa che scendono in Italia per partecipare alla raccolta delle olive e tornare poi in Scandinavia con il proprio orcio d’olio, rigorosamente home made. Per il Salento, quindi, la vendemmia per turisti potrebbe davvero trasformarsi in una formula magica , utile non solo a chi viaggia ma anche – e soprattutto – al territorio.  Promuovere lo sviluppo del turismo esperienziale, per il Salento significa infatti da una parte spingere nel senso della destagionalizzazione dei flussi turistici, dall’altra offrire nuove opportunità lavorative che partano direttamente dal territorio e da un rapporto rinnovato con la terra. Si tratta, di fatto, di incrementare l’emergere di un nuovo approccio con l’agricoltura incentivando i giovani a pensarla (anzi, ri-pensarla) in termini moderni, cioè come azienda. Creare un legame tra agricoltura e turismo, quindi,  per dare nuove e sempre vitali risposte alla crisi. Utopia? Tutt’altro.  A parlare chiaro sono proprio i dati. Pare infatti che nelle università pugliesi, le iscrizioni alla facoltà di agraria abbiano registrato un aumento del quaranta per cento: una scelta oculata, se si pensa  che poi l’ottanta per cento dei laureati riesce a trovare lavoro.

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