Un progetto innovativo collegherà progressivamente le strutture sanitarie pubbliche e private della Lombardia. Le immagini di TAC, risonanze e successivamente anche di mammografie saranno disponibili in streaming direttamente nel Fascicolo Sanitario Elettronico, con vantaggi per cittadini e medici. Per anni milioni di italiani hanno conservato esami diagnostici su lastre fotografiche, CD e DVD. Spesso difficili da leggere, facili da smarrire e poco pratici da condividere con specialisti e strutture diverse. In Lombardia questa modalità potrebbe presto diventare solo un ricordo del passato.
Un progetto tecnologico all’avanguardia
La Regione ha dato il via all’acquisizione di un progetto che consentirà di integrare nel Fascicolo Sanitario Elettronico non solo i referti, ma anche le immagini diagnostiche originali. Un’iniziativa che coinvolgerà progressivamente le 88 aziende sanitarie pubbliche e private e che rappresenta uno dei più avanzati esempi di digitalizzazione sanitaria in Italia.
Il sistema permette di visualizzare in streaming immagini ad altissima definizione nel formato DICOM, lo standard internazionale utilizzato in radiologia. Non si tratta quindi di semplici fotografie o PDF, ma di esami consultabili con gli stessi strumenti utilizzati dagli specialisti, comprese funzioni di zoom e analisi avanzata.
I vantaggi per pazienti e medici
Per i pazienti il beneficio è immediato e facilmente intuibile: le immagini saranno sempre disponibili online e potranno essere scaricate sul proprio dispositivo, senza più dover trasportare supporti fisici da una visita all’altra. Un vantaggio particolarmente importante per chi necessita di consulti specialistici multipli o deve confrontarsi con strutture sanitarie diverse.
Ma l’impatto più significativo riguarda l’attività clinica. I medici potranno accedere rapidamente agli esami eseguiti in ospedali differenti, confrontando immagini realizzate nel tempo e migliorando così la qualità diagnostica. In alcuni ambiti diagnostici, come quello degli screening di massa, la sovrapposizione automatizzata di esami eseguiti nel tempo potrà evidenziare eventuali nuove lesioni o modifiche di quelle precedenti. Strumenti di questo tipo possono contribuire a ridurre i tempi di analisi e ad aumentare l’efficacia dei programmi di prevenzione.
La rapidità di condivisione delle immagini rappresenta inoltre un elemento strategico nelle emergenze. In caso di patologie neurologiche acute, ad esempio, una TAC potrà essere trasferita in pochi minuti da un ospedale a un altro, consentendo agli specialisti di valutare tempestivamente il quadro clinico del paziente. Attualmente il sistema è ancora poco integrato con le Aziende Sanitarie, ma i potenziali benefici saranno notevoli: i tempi di visualizzazione online estremamente contenuti renderebbero disponibile una TAC in circa due secondi e mezzo.
Un progetto informatico sofisticato
Dietro il progetto c’è un lavoro complesso che ha coinvolto circa un centinaio di professionisti tra tecnici, consulenti legali ed esperti di protezione dei dati. La strategia del progetto è stata sviluppata da Giovanni Del Grossi, direttore del TG Innovazione della Regione Lombardia, e da Massimo Consonni, grande esperto di Imaging sanitario. La direzione esecutiva è stata affidata ad Alberto Federico Fossati, manager e docente di informatica presso l’università di Pavia.
Grande attenzione è stata dedicata alla sicurezza informatica. Prima dell’avvio operativo sono stati coinvolti consulenti esterni incaricati di simulare attacchi e individuare eventuali vulnerabilità. Gli standard adottati, spiegano i responsabili del progetto, sono particolarmente rigorosi e progettati per garantire livelli di protezione molto elevati per dati e immagini sanitarie.
Adesione graduale delle Aziende Sanitarie
La prima struttura privata a completare l’integrazione sarà Poliambulanza di Brescia
. L’attivazione del sistema è prevista entro il 30 giugno 2026, grazie anche al lavoro svolto dal direttore dei sistemi informativi Roberto Poeta.
È prevista gradualmente anche l’integrazione delle strutture private e di alcune aziende sanitarie che non hanno ancora aderito pienamente al sistema. Secondo i promotori, una maggiore conoscenza del servizio da parte dei cittadini potrebbe rappresentare uno stimolo importante per accelerarne la diffusione.
In un contesto competitivo come quello lombardo, offrire ai pazienti un accesso semplice e immediato ai propri esami potrebbe infatti diventare un elemento distintivo per la struttura a cui affidarsi.
Un corretto utilizzo delle immagini diagnostiche
Resta infine un aspetto culturale da affrontare. Rendere disponibili le immagini diagnostiche ai cittadini significa aumentare trasparenza e partecipazione, ma richiede anche un uso consapevole delle informazioni sanitarie. Gli esperti ricordano che le immagini non devono essere interpretate autonomamente e che nessun algoritmo o sistema di intelligenza artificiale può sostituire il giudizio del medico. La tecnologia può supportare la diagnosi e facilitare il dialogo tra professionisti e pazienti, ma la responsabilità clinica resta sempre nelle mani degli specialisti.
La Lombardia si prepara così a compiere un ulteriore passo verso una sanità più digitale, accessibile e connessa. Un cambiamento tecnologico che, prima ancora di innovare i sistemi informatici, promette di semplificare la vita quotidiana di milioni di persone.