2008: i mutamenti più importanti nel panorama mondiale

di 8 Gennaio 2008Marzo 5th, 2017Attualità

Stati Uniti, Russia, Medioriente. Avverrano qui i principali cambiamenti nel panorama mondiale: nuovi schieramenti politici, assetti geopolitici da rivedere, nuovi allineamenti strategici. Diversi i fattori di instabilità ma anche nuove speranze. E’ il mondo che cambia. Il 2008 vedrà nascere tutto questo e molto altro ancora. Per importanza politica, economica e strategica e le ripercussioni che inevitabilmente porterà in tutto il mondo, l’appuntamento più atteso è probabilmente l’elezione del nuovo Presidente degli Stati Uniti, previsto come di consueto nella prima settimana di novembre. Riusciranno i Democratici a riconquistare la Casa Bianca dopo 8 anni di amministrazione Bush? In tal caso, sebbene non sembrino verosimili grandi cambiamenti nelle linee generali della politica estera americana, con tutta probabilità il nuovo Presidente statunitense sarà una donna, Hillary Clinton, oppure un nero, Barak Obama. In entrambi i casi i tratterebbe comunque di una “prima volta”. Il primo presidente donna oppure il primo presidente di colore, il che sarebbe in ogni caso una novità importante ed un segnale forte. La partita è comunque tutta ancora da giocare, in quanto i Repubblicani, con il loro candidato Rudolph Giuliani, già sindaco di New York all’epoca dell’11 settembre, potrebbero riservare delle sorprese; una loro vittoria non arriverebbe del tutto inaspettata. Il tempo e gli avvenimenti internazionali ed interni agli Stati Uniti sapranno dirci chi la spunterà.

In un rinnovato clima da guerra fredda, con la Russia che torna ad essere competitiva a livello globale, grazie soprattutto al controllo delle rotte del gas verso l’Occidente, non passa inosservato il cambio di guida al Cremino, previsto per marzo. Putin non potrà più ricandidarsi alla presidenza. Lo scenario più probabile sembra essere quello di un Presidente a lui vicino, con quest’ultimo che ambirebbe a diventare Primo Ministro. Come dire, niente di nuovo sotto al sole, ma fino a quando la Russia non troverà degli uomini in grado di tenere testa al “nuovo zar”, probabilmente Putin resterà l’unico uomo in grado di tenere a bada tutte le tensioni interne.

Un pensiero speciale va al Medioriente. E’ qui che si gioca la partita per il controllo delle risorse e dei territori strategici in grado di poter assicurare un futuro senza preoccupazioni a chi riesca a spuntarla. Per ora i legittimi attori che dovrebbero avere la parola per primi, cioè gli stessi Stati coinvolti (Iraq, Libano, Palestina, Iran, Afghanistan, Arabia Saudita) sembrano essere delle semplici comparse, al massimo fanno da teatro al grande scontro tra le potenze mondiali. In Iraq e Afghanistan, in cui il 2007 è stato l’annus orribilis per numero di vittime, si spera in un lento miglioramento. Per far sì che ciò avvenga è indispensabile il coinvolgimento dell’Iran. Già, l’Iran, tutto potrebbe succedere in questo anno ma l’unica cosa che sarebbe da evitare fino in fondo sarebbe un nuovo conflitto armato, stavolta con Teheran. Per adesso sembra un’ipotesi ancora lontana e si dovrà lavorare affinché resti solo una follia immaginata da qualcuno ma mai realizzata.
E poi la Palestina, per cui ad Annapolis si è detto che il 2008 sarà l’anno del riconoscimento di un proprio Stato indipendente, anche se prevale lo scetticismo. Da non dimenticare il Libano, senza Presidente da più di un mese e martoriato dagli scontri interni e pilotati dall’esterno. Il 2008 potrebbe finalmente ridare stabilità anche a questo Paese, per far ripartire un processo di pacificazione che è auspicato da tutti.

Concludiamo con un auspicio: che sia un anno di novità positive e risolutrici di molti problemi che ancora affliggono il nostro mondo, un anno in cui la ragione e il senso del diritto e della giustizia possano prevalere sugli interessi ed i particolarismi sempre presenti nel mondo.

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