Disegna il suo supereroe, superando così un abuso subito

di 26 Novembre 2013Marzo 5th, 2017Attualità

Seduto su un gradino davanti a una porta chiusa, un bambino stringe le ginocchia al petto rivolgendo lo sguardo verso il basso. Pochi semplici tratti delineano un’immagine nitida e toccante che suggerisce un’atmosfera, evoca uno stato d’animo e trascina dentro al racconto che seguirà. Immagini e parole che raccontano, con delicata incisività, una terribile storia di abusi, di affrancamento dal dolore, attraverso l’immaginazione e la sua capacità di offrire un nuovo sguardo sulla realtà.

È la storia di Dean Trippe, fumettista e illustratore statunitense che, in “Something Terrible”, trova “una parola nuova” per raccontare il proprio passato segnato dal trauma dell’abuso e l’esperienza di superamento del dolore grazie a un incontro molto particolare. Il suo amato supereroe Batman è giunto, infatti, in suo soccorso mettendo K.O. i mostri del passato, e riportandolo a nuova vita. L’arte del fumetto diventa, per l’autore, il mezzo per alzare il velo della paura e del silenzio e scoperchiare il proprio mondo interiore, offrendo alla coscienza collettiva un’importante testimonianza su un tema tanto delicato quanto difficile da comunicare.

Ho fatto questo per le persone come me, molte delle quali vivono ancora nella vergogna, nel senso di colpa e nella paura”, racconta Dean Trippe, sottolineando l’emergenza di un fenomeno drammatico e la necessità di rompere il silenzio, anche grazie all’utilizzo di nuove vie di comunicazione, che possano infondere un po’ di fiducia e di speranza. L’aspetto forse più interessante del fumetto di Dean è il tentativo di spezzare l’idea del “ciclo di abusi” che certa cultura popolare ha contribuito a perpetuare: un bambino che ha subito un abuso – afferma con forza l’autore – non è destinato, da adulto, a causare lo stesso dolore in altri bambini. Il fumetto può gettare una luce nuova su una problematica tanto complessa e diventare un rifugio sicuro per un bambino che cerca di affrontare le questioni più importanti della sua vita.

Come evidenziato nel “Dossier 2012 di Telefono Azzurro sull’Emergenza Infanzia in Italia e nel mondo”, il fenomeno dell’abuso all’infanzia è presente in tutti i Paesi e riguarda tutti i livelli socio-economici e culturali. Per quanto concerne l’Italia, il quadro che il Dossier restituisce è quello di un fenomeno caratterizzato ancora in larga parte da casi sommersi, ovvero da mancate denunce. La storia di Dean, nata da un’urgenza di tipo personale, è un valido esempio di ciò che si può fare per sottrarre questo fenomeno all’ombra in cui troppo spesso è relegato.

Grazie all’immediatezza tipica del suo linguaggio ibrido, fatto di immagini, parole e suoni onomatopeici, il fumetto si conferma un efficace strumento di informazione e di rappresentazione della realtà. D’altra parte, l’evoluzione storica di questo mezzo espressivo mostra come si sia progressivamente affermata l’idea del fumetto quale linguaggio “adulto”, dotato di una peculiare e autonoma dignità artistica e capace di farsi interprete della complessità del mondo. Basti pensare a Will Eisner, padre del fumetto moderno e noto come l’inventore del Graphic Novel, che ha rivoluzionato la grammatica del genere e ha saputo raccontare, nei suoi romanzi illustrati, la dura vita delle metropoli americane; fino ad arrivare a esempi recenti come il bellissimo “Persepolis” dell’illustratrice iraniana Mariane Satrapi, opera storica e autobiografica che ha per oggetto la vita sociale e civile di un Paese e il suo intrecciarsi con l’esistenza individuale.

Si potrebbero fare molti altri esempi di fumetti che propongono una visione del mondo o tentano di intervenire su di esso e di trasformarlo; la storia di Dean Trippe si inscrive in questo grande filone e offre lo spunto per una più ampia riflessione sul rapporto tra espressione artistica e comunicazione e sul prezioso servizio che l’arte può offrire oggi all’informazione. L’arte è uno straordinario mezzo comunicativo, coinvolgente, partecipativo, capace di sollecitare tutti i sensi e di espandere l’emozione; e quando nasce da un sentimento sincero, ovvero quando è vera arte, ha la prerogativa di gettare uno sguardo più vero sulla realtà, aprendo nuove porte alla conoscenza, attraverso l’emozione.

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