Dal 24 agosto sono partite le operazioni di rilascio dell’acqua radioattiva di Fukushima nell’Oceano Pacifico. I dati provenienti dal Ministero dell’Ambiente di Tokyo forniscono le rassicurazioni a ciò che molti temevano. L’acqua non mostra tracce di radioattività significative. Lo sversamento delle acque di Fukushima è realmente pericoloso? Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica la risposta breve è no, non è pericoloso. Facciamo chiarezza.

Centrale nucleare di Fukushima, 12 anni dopo

L’incidente nucleare di Fukushima Dai-ichi è avvenuto nella centrale nucleare omonima, situata a Naraha nella prefettura di Fukushima, sulla costa est del Giappone il 16 marzo 2011. Unico incidente, oltre al disastro di Černobyl’ del 26 aprile 1986, ad essere stato classificato di livello 7 della scala INES. Il livello di gravità massima degli incidenti nucleari.

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Quel venerdì un violento terremoto di magnitudo 9.0, verificatosi al largo della costa della regione di Tōhoku in Giappone, ha scatenato un potente tsunami. Quest’onda anomala ha colpito la centrale nucleare di Fukushima dando origine a una serie di eventi disastrosi. Il numero di vittime accertate è stato di 15.894, gran parte delle quali ha perso la vita a causa dell’impeto delle onde stesse.

Nei giorni seguenti si sono verificati una serie di incidenti all’interno dei reattori 1, 2, 3 e 4 della centrale nucleare Fukushima Dai-ichi.

A distanza di dodici anni il Giappone ha deciso di rilasciare nel mare una considerevole quantità di acque reflue radioattive, previamente trattate. Le autorità giapponesi sostengono che tale rilascio risulti inevitabile. L’atto di riversare l’acqua radioattiva di Fukushima è oggi ritenuto sicuro dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (IAEA), ma non mancano le voci contrarie.

Acqua radioattiva di Fukushima, un rilascio lungo 30 anni

Undici anni fa, davanti alla stampa, un funzionario del Governo giapponese ha bevuto un bicchiere d’acqua di Fukushima Dai-ichi per dimostrare l’efficacia dei sistemi di decontaminazione della centrale di Fukushima. Dal 24 agosto 2023 e per 17 giorni saranno dispersi in mare 1,34 milioni di metri cubi d’acqua. L’operazione si svolgerà per i successivi 30 anni.

Funzionario del Governo giapponese che beve acqua radioattiva di Fukushima

Funzionario del Governo giapponese che beve acqua radioattiva di Fukushima

L’acqua di cui si parla è l’acqua che è usata per raffreddare il nocciolo della centrale nucleare dopo l’incidente del 2011. Quest’acqua, servita per il raffreddamento, durante questi anni è stata appositamente trattata e filtrata per rimuovere la maggior parte dei radio nuclidi radioattivi. Questo trattamento, chiamato Advanced Liquid Processing System (ALPS), rimuove non solo i radionuclidi ma anche i sali minerali quindi quello che si ottiene è acqua pura, distillata e demineralizzata.

L’unico elemento che è rimasto in quest’acqua è il trizio. Nell’acqua di Fukushima ci sono delle molecole dove al posto di atomi di idrogeno ci sono atomi di trizio prevalentemente sotto forma di HTO.

Saranno dispersi circa 1,34 milioni di metri cubi d’acqua, quindi più di un miliardo di litri d’acqua in 30 anni e di questi solo 20 grammi sono acqua che ha del trizio al posto del normale idrogeno.

La domanda che rimbalza in queste settimane sui social è: ma quindi adesso l’oceano diventa radioattivo? La risposta è no. O meglio,  l’Oceano Pacifico, così come tutti gli oceani, contiene già degli elementi radioattivi, contiene già dei radioisotopi sciolti all’interno, come ad esempio il Potassio 40. Inoltre l’oceano è talmente grande che ha una radioattività totale molto più alta rispetto a quella dell’acqua di Fukushima, ma ovviamente non è pericolosa perché è diluita in un volume gigantesco.

Anche le banane contengono Potassio 40 ma non ci preoccupiamo di mangiarle. La radioattività della banana e dei nostri oceani non nuoce né alla nostra salute né all’ambiente.

Le polemiche e il bisogno di disperdere l’acqua in mare

I motivi principali del bisogno di disperdere l’acqua radioattiva di Fukushima sono principalmente due. La sua presenza impedisce lo smantellamento della struttura e comporta un grosso rischio nel caso di futuri terremoti o tzunami. Il motivo per cui non si può bere l’acqua di Fukushima o metterla negli acquedotti è perché è un’acqua demineralizzata e distillata.

Nonostante confermino su più fronti che l’acqua è sicura ci sono state polemiche sia in Giappone che in altri paesi del pacifico. “La sicurezza scientifica e il senso di sicurezza sono due cose differenti. Anche se il piano è sicuro, il danno reputazionale si verifica lo stesso” spiega Masanobu Sakamoto, capo della Federazione nazionale delle cooperative di pescatori giapponese.

La Cina, maggior consumatore di pesce proveniente dal Giappone, ha imposto il divieto totale di importazione di tutti i prodotti ittici giapponesi proprio a causa del rilascio dell’acqua radioattiva di Fukushima.

Ken Buesseler, un radiochimico marino presso la Woods Hole Oceanographic Institution citato dal New York Times ha chiesto di vedere analisi più dettagliate. Buesseler afferma che “il trizio è uno dei materiali radioattivi meno pericolosi ma altri, come il cesio o il cobalto, potrebbero essere più pericolosi se rilasciati nell’oceano.” E sostiene che il governo non ha studiato opzioni alternative come la costruzione di più serbatoi o l’utilizzo dell’acqua trattata per produrre cemento.

 

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Carlotta Vercesi

Parlo della nostra società e di come essa comunica. Il mio obiettivo è di scardinare la narrazione catastrofista e di raccontare le buone idee senza dimenticare i piani politici, sociali, economici. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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