La Tunisia accetta la cooperazione ma nulla che assomigli alla carità, perché il nostro Paese e il nostro popolo non vogliono compassione e non l’accettano quando è priva di rispetto. Così il presidente tunisino Kais Saied annuncia dopo la conferma della Tunisia di aver restituito i 60 milioni di euro versati dalla Commissione Europea, che sarebbero serviti per il cosiddetto “Memorandum d’intesa”, un accordo che comprende contributi per milioni di euro rivolti alla repubblica magrebina, in cambio di azioni decise a contrastare le partenze dei migranti dalla costa nordafricana.

Pronta la risposta del Commissario Europeo per l’Allargamento e la Politica di Vicinato, Olivér Várhelyi che il 5 ottobre scrive su X: “Il governo tunisino è libero di restituire i fondi europei qualora lo desideri”. I rapporti tra Commissione Europea e Tunisia non sono particolarmente aperti, soprattutto dopo l’ultima uscita del Paese mediterraneo che risponde: “l’approccio dell’UE è basato su valori che vanno contro il rispetto e l’uguaglianza fra popoli.

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Rivoluzione nel Maghreb: Memorandum d’intesa tra Tunisia e UE

In data 16 luglio 2023 al cospetto della Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, Giorgia Meloni e il Presidente del Consiglio olandese Mark Rutte, Kais Saied ha confermato l’interesse di voler concretizzare il “Memorandum d’intesa”.

Il pacchetto che ha messo tutti d’accordo, almeno in un primo momento, si focalizza su cinque temi di interesse intercontinentale che mirano allo sviluppo tunisino: equilibrio finanziario, investimenti, transizione ecologica e rapporti tra popoli e migrazione. Ultimo argomento della lista messo ulteriormente in discussione dopo che il Senato con 92 voti favorevoli e 64 contrari ha approvato con modifiche la conversione in legge del decreto Cutro.

Il decreto Cutro e la forte limitazione sulla protezione speciale

Il decreto Cutro si occupa di disposizioni urgenti in materia di flussi di ingresso legale, dei lavoratori stranieri e di prevenzione e contrasto all’immigrazione illegale. Inoltre, si sofferma principalmente sul rinnovo dei permessi di soggiorno, sul potenziamento della rete di centri di permanenza per il rimpatrio, i cosiddetti CPR, oltre alle richieste d’asilo.

Il principale cambiamento, rispetto al periodo pre-decreto, è il procedimento riguardo la protezione speciale, una delle diverse procedure in cui una persona di origine straniera può ricevere accoglienza in Italia dopo essere scappata per motivi validi dal proprio Paese di origine, che pur non essendo del tutto eliminata, subisce una forte limitazione.

Nella relazione sull’asilo dell’Unione Europea sull’anno in corso si evince che nel 2022 sono state cinque milioni le persone che hanno richiesto protezione assieme ad oltre quattro milioni di domande dei cittadini ucraini fuggiti dalla guerra. Il numero dei richiedenti asilo ha messo a dura prova i sistemi nazionali di accoglienza e i Paesi UE continuano a cercare nuovi modi per supportare il fenomeno sempre più al centro del dibattito globale.

Rivoluzione nel Maghreb: Tajani in Tunisia e il rapporto internazionale con le ONG

Come sottolineato dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani: “il rapporto con Tunisi continua ad avere rilevanza strategica per l’Italia. Da mesi siamo impegnati nel dialogo con le autorità tunisine che speriamo di approfondire e strutturare ulteriormente”.

Il team formato da Tajani, dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Elvira Calderone è in missione in Tunisia per incontrare il presidente maghrebino Kais Saied.

Uno dei temi principali legati all’incontro verte soprattutto sulla questione del contrasto al traffico di esseri umani che continua a destare preoccupazione soprattutto se accostato alla teoria del pull factor ovvero il fenomeno dei fattori di attrazione. Come si legge nel dossier di Frontex 2023, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, dove si sottolinea inoltre che i cittadini che si muovono verso l’UE prima della partenza verificano e si accertano della presenza delle navi ONG ed in caso contrario rimandano il viaggio.

Secondo l’Agenzia europea, stando alle rotte studiate dai trafficanti di esseri umani il nordafrica continua ad essere un polo d’attrazione e il punto strategico di imbarco verso l’Italia e più in generale l’Europa.

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Vincent Truppo

Tra i miei focus principali, abbattere gli stereotipi che talvolta non danno la possibilità di conoscere realmente chi ci circonda, la definizione del termine stereotipo rappresenta appieno il mio lavoro. Con enorme piacere collaboro con BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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