Il mondo del teatro incanta da generazioni migliaia di spettatori: nonostante la crisi del 2020 causata dalla pandemia da Covid-19, il settore teatrale appare un bene in ottima salute.

La rinascita dell’intrattenimento

Tutto il mondo è palcoscenico“. Attuali e mai tanto azzeccate appaiono oggi le parole di William Shakespeare. Dopo gli anni bui della pandemia da Covid-19, il mondo dello spettacolo si sta lasciando alle spalle crisi e proteste. Il quadro che emerge dall’ottantasettesimo Rapporto SIAE 2022 presentato a Roma lo scorso anno, del resto, restituisce il ritratto di un’Italia che ha saputo rialzare la testa. Eventi e pubblico al cinema, nei teatri e ai concerti hanno fatto registrare numeri che si avvicinano a quelli del 2019.

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Come scritto anche su PrimaOnline.it, con quasi 3 milioni di eventi, cresciuti dell’80% sul 2021, i numeri parlano di un rialzo del 187% sull’anno precedente. La ripresa a pieno regime dell’intrattenimento popolare suddiviso fra cinema, musica e teatro, infatti, ha segnato per il settore un netto recupero e un parziale riallineamento ai livelli del 2019. Nel dettaglio, si sono registrati 2,5 milioni di eventi, cui hanno assistito 103 milioni di spettatori con una spesa media di 1 miliardo e 543 milioni di euro.

Riassumendo, vi è stata una netta ripresa dei consumi culturali da parte del pubblico dopo il periodo di forte crisi sanitaria vissuto tra il 2020 e il 2021. Il mondo del teatro in particolare, sempre stando a quanto emerso dal rapporto SIAE del 2o22, avrebbe staccato circa 4.2 milioni di biglietti, avvicinando numeri e dati al periodo precedente allo stop forzato dettato dalla pandemia da Covid-19.

Teatro: la ripartenza di un’arte insostituibile

E dire che c’era chi temeva che le nuove tecnologie avrebbero fatto sparire lo spettacolo dal vivo. Subito dopo la crisi del 2020, invece, sembrerebbe essere successo il contrario. Pubblico e persone, chiuse nelle proprie stanze durante la pandemia e subissate da video o contenuti online, avrebbero sentito la necessità di ritrovarsi a teatro. In collettività, insieme e senza uno schermo davanti ai propri occhi. Insomma, con la voglia di vivere una socialità diversa. Forse persa e parzialmente dimenticata in quegli strani mesi di inizio terza decade degli anni 2000.

Questa, romanticamente parlando, potrebbe essere etichettata come la storia dell’essere umano. Perché teatro e rappresentazione teatrale sono spesso sinonimo di vivere quotidiano. Una società, quella attuale, che avrebbe riscoperto il brivido che prova un essere umano davanti a un altro essere umano che racconta una storia. Vera o frutto della fantasia, poco importa. L’importante è che sia credibile, lineare e autentica nella sua esposizione o narrazione al pubblico.

Ragionando su quanto appena detto, appare utile non sottovalutare quindi gli effetti positivi dell’andare a vedere uno spettacolo teatrale. Avere l’opportunità di assistere a una rappresentazione, infatti, genererebbe una sensazione di benessere. Come scritto anche su AntrodiChirone.it, è stato dimostrato che andare a teatro determinerebbe un aumento dell’empatia e del comportamento pro-sociale. Visionare dal vivo uno spettacolo teatrale, dunque, connetterebbe le persone tra di loro, e le aiuterebbe a comprendere meglio le emozioni proprie e altrui.

I benefici dell’assistere ad uno spettacolo teatrale

Andare a teatro è benefico. Questa connessione tra attore e spettatore si verifica grazie ai “neuroni specchio”, responsabili della comprensione degli stati emotivi. Questi sistemi, scoperti nei primi anni ‘90, si attivano ​​quando viene eseguita una determinata azione o quando la si osserva in un’altra persona. I neuroni, quindi, avviano nel cervello dell’osservatore uno stato emotivo simile a quello che si verifica quando si prova in prima persona una determinata emozione. In questo modo, seguendo uno spettacolo teatrale, ci si entusiasma quando il protagonista raggiunge i suoi obiettivi. Viceversa, si prova tristezza quando esso fallisce.

Diverse ricerche, inoltre, hanno enfatizzato le motivazioni psicologiche che starebbero dietro all’andare a teatro, tra cui il divertimento, l’apprendimento e l’interazione sociale. Queste dimensioni, in aggiunta a ciò, emergono anche dalle ricerche della psicologia positiva, che si concentra principalmente sulle caratteristiche del benessere quotidiano e sulle attività legate ad esso in età adulta. Assistere ad uno spettacolo teatrale, dunque, rientrerebbe tra le abitudini che aumenterebbero le emozioni positive, e che supportano una significativa stimolazione psicologica.

Il teatro è quindi una grande opportunità di vita e benessere personale. Rappresenta uno strumento utile alla valorizzazione della connessione tra lo star bene psicologicamente e la propria identità interiore. Aiuta a sviluppare un’apertura mentale nei confronti del nuovo e dell’ignoto, affinando capacità di osservazione e comprensione dei linguaggi verbali e non verbali. La significativa ripresa di questo settore artistico dopo la pandemia da Covid-19 del 2020, è una notizia tanto positiva quanto rassicurante. Con la riapertura dei teatri, infatti, non è ripartita solo una categoria profondamente in difficoltà, ma la vita. Perché, come detto in apertura, “Tutto il mondo è palcoscenico“.

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Antonio Di Bello

Studente universitario con esperienze lavorative in ambito comunicativo e giornalistico. Amo raccontare tutto ciò che circonda il mondo del calcio, della pallavolo e della Formula Uno. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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