DG AGRI – Direzione Generale per l’Agricoltura e Sviluppo Rurale – è una direzione generale della Commissione Europea che, per i prossimi 5 anni (fino al 2028) sarà affiancata da un consorzio europeo a guida italiana dalle aziende Cogea e Areté.

Cos’è DG AGRI e quali sono le sue funzioni?

La Direzione Generale per l’Agricoltura e Sviluppo Rurale della Commissione europea ha sede nel “Quartiere europeo” di Bruxelles. È una delle 34 DG competenti nei vari settori che compongono la Commissione europea. Con un organico di circa 1.000 funzionari attualmente è sotto le dipendenze dal direttore generale austriaco Wolfgang Burtscher, che fa capo all’Eurodeputato – Commissario europeo per l’agricoltura – politico e giurista polacco Janusz Wojciechowski della commissione Von der Leyen, in carica dal 2 luglio 2019.

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DG AGRI è responsabile della politica dell’UE in materia di agricoltura e sviluppo rurale e si occupa di tutti gli aspetti della politica agricola comune (PAC). È suddivisa in dodici direzioni che si occupano dei più svariati settori: l’organizzazione comune dei mercati agricoli, l’analisi e la valutazione economica, la politica della qualità, le relazioni internazionali e la politica di sviluppo rurale. Le competenze rientrano nella politica strutturale dell’Unione Europea e vengono perseguite in collaborazione con le altre direzioni generali della Commissione.

Le funzioni principali della DG AGRI sono:

  • Garantire la competitività del settore agricolo europeo senza l’uso di sussidi eccessivamente elevati.
  • Ambiente, benessere degli animali, sicurezza e qualità dei prodotti.
  • Preservare i paesaggi e sviluppare le aree rurali.
  • Promozione del settore agricolo europeo.
  • Promuovere e attuare una politica finanziaria chiara, trasparente e solida.

Le politiche agricole europee a guida italiana

Fino al 2028 gli studi sugli aspetti economici delle policy agricole dell’UE saranno realizzati da un consorzio composto da diverse aziende europee operanti nella green economy, e la guida del progetto sarà tutta italiana. Insieme alle società Wageningen University, S&P Global, Ecorys e Oreade Breche, infatti, ci saranno la capo fila romana Cogea, specializzata in organizzazione aziendale, revisione, management consulting e la bolognese Areté, qualificata in ricerca, analisi e consulenza economica specializzata nei settori dell’agricoltura, del food e dei mercati connessi.

Nel prossimo quinquennio, sotto la lente d’ingrandimento del team guidato dagli italiani e composto da oltre 140 esperti provenienti da tutti i Paesi dell’UE, passeranno al vaglio tutti gli studi sugli aspetti economici della produzione e del commercio agroalimentare europeo. Focus delle analisi al vaglio del consorzio, le misure attuative della PAC 2023-2027 con i relativi obiettivi strategici, tra cui spiccano la competitività delle filiere agroalimentari europee, i redditi della parte agricola, il miglioramento della posizione degli agricoltori all’interno della filiera agroalimentare e le energie rinnovabili. Un occhio di riguardo andrà alla parte legata al settore dei trasporti, della logistica e dello stoccaggio dei prodotti.

Il peso dell’agricoltura europea e l’importanza del consorzio di consulenza

Secondo dati relativi al decennio 2010/2020 elaborati da Eurostat la superficie agricola europea utilizzata (SAU) si aggira intorno a 157.415.700 ettari, con più di 9 milioni di aziende agricole operanti. Secondo dati del 2022, l’Europa risulterebbe il primo Paese mondiale esportatore di prodotti agroalimentari, con circa 220 miliardi di euro, con un valore della produzione lorda del settore agricolo UE che si aggirerebbe intorno ai 537 miliardi di euro. Ciononostante, negli ultimi dieci anni, le aziende del settore sono diminuite con una media europea del 24%, in Italia del 30% ma, contestualmente, sono aumentate le produzioni biologiche con una media europea del 10% e italiana del 15%. Anche l’industria agroalimentare riveste un ruolo di rilievo occupando circa 40 milioni di persone in ambito UE. Per questi e altri elementi legati a tematiche di sostenibilità, etica e mercato, il peso del settore primario europeo è da considerare essenziale.

L’avvio dei lavori del consorzio si inserisce in un contesto storico particolarmente caldo per il settore agricolo. Le proteste degli agricoltori europei, arrivate fino a Bruxelles – che contestano il sistema che governa la produzione agricola, unite a un sempre più stringete raggiungimento degli obbiettivi prefissati dal Green Deal europeo – sono le sfide con le quali le policy europee e il consorzio dovranno confrontarsi e su cui dovranno cercare soluzioni efficaci e convincenti per il prossimo futuro.

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Marco Russo

Laureato in Scienze, Culture e Politiche della Gastronomia seguo e studio il mondo dell'agroalimentare e dell'enogastronomia. Aspirante giornalista pubblicista tratto inoltre temi legati all'attualità, all'arte e allo sport. Seguo il corso di giornalismo dell'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo.

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