In Moldova il voto popolare del 3 novembre ha riconfermato, con il 55% dei voti, la presidente uscente Maia Sandu sostenitrice dell’adesione all’Unione europea. Il referendum pro-UE dello scorso 20 ottobre, ha rafforzato la linea governativa anche se ha vinto per un soffio. Resta la divisione politica del Paese: una capitale a favore dell’integrazione con l’Ue e le aree rurali contrarie e orientate verso la Federazione Russa.
Potrebbe il processo di adesione all’Unione Europea aiutare e stabilizzare la Repubblica Moldova?
Breve contesto geopolitico della Moldova
La Moldova (il nome con cui i suoi abitanti preferiscono essere chiamati perché non è di origine russa), situata tra Romania e Ucraina, ha una storia complessa con numerose influenze culturali e politiche. Dopo la fine dell’Unione Sovietica nel 1991, l’ex repubblica sovietica ha dichiarato la propria indipendenza, suscitando una reazione da parte russa.
La Transnistria, l’ex centro industriale della Repubblica Socialista Sovietica di Moldavia (una stretta striscia di terra lungo il fiume Dnestr al confine con l’Ucraina), diventa una delle zone più contestata. La sua popolazione composta da una alta percentuale di russi e ucraini, grazie allo sviluppo industriale che ha portato lavoratori da diverse parti dell’URSS, determinando la russificazione della regione. Di conseguenza, il russo è diventato la lingua predominante.
Nel 1992, la Transnistria infatti ha dichiarato unilateralmente l’indipendenza dalla Moldova, scatenando un conflitto armato. Dopo il cessate il fuoco, la regione rimane de facto indipendente, con una presenza militare della Federazione Russa. Attualmente, circa 1.500 soldati russi, sono stanziati in Transnistria, ufficialmente come forza di mantenimento della pace.
L’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa ha complicato il contesto rendendo la Moldova uno spazio della divisione politica tra Occidente e Mosca. Soprattutto l’avvicinamento della Moldova all’UE: Mosca lo considera una minaccia diretta alla propria sfera di influenza.
Inizia il lungo processo per entrare nell’UE
Il 3 marzo 2022, la Moldova ha presentato la sua domanda di adesione all’UE. Il 23 giugno 2022, il Consiglio europeo ha concesso lo status di paese candidato all’UE.
I criteri di adesione, o criteri di Copenaghen, decisi durante il Consiglio europeo di Copenaghen del 1993, sono le condizioni essenziali che tutti i Paesi candidati devono soddisfare per diventare Stati membri dell’UE.
Gli standard minimi da rispettare vanno dai criteri politici come la stabilità delle istituzioni che garantiscano la democrazia, allo stato di diritto, ai diritti umani al rispetto e la tutela delle minoranze. Vi sono inoltre i criteri economici volti ad implementare un’economia di mercato funzionante per sviluppare la capacità di poter partecipare agli obiettivi dell’Unione politica, economica e monetaria e darvi seguito in modo efficace.
Quando i negoziati su tutte le aree politiche saranno completati e l’UE stessa sarà pronta per l’allargamento, si potrà procedere a redigere il trattato di adesione. Questo trattato deve avere il consenso del Parlamento europeo e dell’approvazione unanime del Consiglio europeo, prima che tutti gli Stati membri dell’UE e il Paese candidato possano firmarlo.
Gli elementi positivi dell’adesione all’Unione Europea
Il percorso da compiere per fare parte dell’Unione Europea può consentire alla Moldova di migliorare le condizioni democratiche, dei diritti umani e sviluppare un’economia di mercato affidabile. Tra le opportunità di miglioramento, il Paese dovrà avviare una riforma completa della giustizia per combattere la corruzione. Quindi iniziare le riforme delle istituzioni pubbliche e rimuovere l’influenza degli oligarchi per rafforzare la lotta contro la criminalità organizzata.
Dall’aprile dell’anno scorso l’UE collabora con la Moldova nell’ambito della politica estera e di sicurezza, in particolare per affrontare le minacce ibride, ovvero la possibilità di interferenze russe attraverso strumenti convenzionali e non convenzionali negli ambiti della sicurezza informatica e della comunicazione.
Inoltre, per aiutare la Moldova ad affrontare la grave crisi economica del Paese, le relazioni commerciali tra UE e il Paese sono disciplinate dal 27 giugno 2014, dall’accordo di associazione. Un accordo rinnovato nel 2021, che include un’area di libero scambio globale (DCFTA). Si applica all’intero territorio della Moldova, compresa la regione della Transnistria.
Per superare le contrapposizioni interne, il governo e le istituzioni UE devono includere tutti i moldavi. Comunicare gli effetti positivi dell’integrazione in termini di crescita economica, di lotta alla corruzione e diffusione dei valori del rispetto dei diritti umani e delle minoranze etniche. Sarà dunque fondamentale non escludere parti di popolazione durante il processo di adesione.
Una Moldova più prospera e integrata potrebbe esercitare un’attrazione maggiore sulla Transnistria, offrendo prospettive migliori per la popolazione. L’adesione della Moldova all’Unione Europea potrebbe creare un’opportunità per cercare di stabilizzare la Transnistria, realizzando un’area più favorevole al dialogo e alla risoluzione pacifica del conflitto.

