C’è una nuova luce per genitori e padri separati che lottano contro allontanamenti basati su automatismi burocratici anziché su fatti accertati. L’inchiesta di BuoneNotizie.it inizia oggi con un obiettivo chiaro: identificare le criticità strutturali per risolverle insieme a chi ha il potere e la volontà di intervenire concretamente. Dimostrare che la legge è dalla parte dei genitori è il primo passo per smantellare un sistema fondato su normative ormai abrogate e ripristinare una tutela reale per i minori.

La rilevanza di quanto emerso ha già trovato riscontri autorevoli nel panorama nazionale. Ernesto Emanuele, Ambrogino d’Oro e Presidente dell’Associazione Papà Separati di Milano, in una recente conversazione telefonica ha manifestato vivo interesse per la scoperta di questi “vizi di forma” che hanno un impatto devastante sulla vita delle famiglie. Anche il Centro Antiviolenza Perseo segue con estrema attenzione l’indagine, riconoscendo nella trasparenza normativa la base imprescindibile per la tutela di ogni cittadino e la corretta evoluzione dei percorsi di protezione.

La storia di Nathan, il papà della cosiddetta “famiglia del bosco” di Palmoli, rappresenta un caso scuola sul quale riflettere per comprendere come la chiarezza tecnica potrebbe generare soluzioni.

Nathan, il papà dei ragazzi della famiglia nel bosco di Palmoli

Nathan, il papà della famiglia nel bosco di Palmoli

In ambito giuridico, il nesso causale è il legame che unisce una condotta specifica al danno verificatosi come ad esempio l’adozione di provvedimenti basati su protocolli territoriali che citano basi normative inesistenti o abrogate e la privazione del rapporto genitoriale e la sofferenza inflitta ai minori.

L’inchiesta rivela che l’adozione di questi “fantasmi normativi” probabilmente evocati da semplici copia e incolla, è la causa diretta della lesione del diritto alla bigenitorialità.

Se le istituzioni avessero applicato rigorosamente l’art.90-quater c.p.p., che impone un accertamento individuale e scientifico della vulnerabilità, la storia di moltissimi papà separati dai loro figli, cosi come probabilmente la storia di Nathan, avrebbe avuto un decorso profondamente diverso.

Il problema è sistemico e documentato

Nei protocolli territoriali, come quello di Tempio Pausania, compare esplicitamente la citazione della Decisione 2001/220/GAI, norma abrogata e sostituita integralmente dal 2015 dal D.Lgs.212/2015. Nonostante ciò, questa “norma fantasma” — riportata nel testo con l’ulteriore refuso “2201/220/GAI” — continua a fungere da pilastro per delibere regionali. Non tutti i politici sono dei giuristi sopraffini, e infatti, come per la DGR 272/2021 per l’Abruzzo, nelle prassi operative si ignora la gerarchia delle fonti.

La missione di BuoneNotizie.it è comunque costruttiva, vogliamo mettere in luce l’errore per collaborare con i decisori politici e i tecnici del diritto, dimostrare l’esistenza del nesso causale tra l’uso di normative inesistenti e la perdita del rapporto genitoriale non serve a alimentare lo scontro, ma a sollecitare un intervento correttivo immediato. Il risarcimento diventa così uno stimolo per le istituzioni a curare le ferite inflitte alle famiglie, garantendo che il diritto dei figli a entrambi i genitori sia protetto da basi legali solide, attuali e trasparenti.

L’esempio svedese ci dà molto su cui riflettere: lì è nata ufficialmente una religione, il “copismo”, che ha come simbolo sacro proprio il “copia e incolla”. Se in quel contesto l’atto è un dogma di fede, nella nostra burocrazia il ricorso sistematico a questo strumento — come dimostra il refuso sopra citato — è spesso il segnale di un sovraccarico di lavoro che genera involontarie “fedi” in norme ormai abrogate.

Non si tratta di colpevolizzare chi ha firmato i protocolli, agendo certamente in assoluta buona fede, ma di identificare insieme il problema tecnico per risolverlo alla radice. Collaborare per aggiornare questi atti è un atto di civiltà necessario per proteggere le famiglie e i minori, affinché la legge non sia un automatismo burocratico, ma un atto di verità documentata al servizio dei cittadini.

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Fabrizio Scardovi

Giornalista estero abilitato all'attività giornalistica retribuita e continuativa in Italia (misura compensativa ex D.M. Giustizia 304/2006). Esperto in criminologia e dinamiche settarie.

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