Dal prossimo 16 maggio, i conducenti di monopattini elettrici potranno circolare solo se applicheranno sul mezzo una specifica targa, più comunemente chiamata targhino.
L’obbligo è stato introdotto con la riforma al codice della strada, entrata in vigore il 14 dicembre 2024. Per renderlo vigente, tuttavia, c’é voluto tempo: il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, infatti, ha dovuto realizzare un’apposita piattaforma online, ultimata solo di recente.
La targa sui monopattini elettrici potrebbe contribuire al miglioramento della sinistrosità stradale, in linea con gli obiettivi fissati dalla Commissione europea per gli Stati membri, ossia dimezzare sinistri e decessi entro il 2030, azzerandoli entro il 2050.
Oltre alle nuove regole, per raggiungere ambedue gli scopi occorrerà soprattutto un forte impegno da parte di tutti noi. I più recenti dati ISTAT, comunque, lasciano spazio a un cauto ottimismo, come vedremo.
La targa consentirà d’individuare i conducenti dei monopattini
L’onere di apporre la targa sui monopattini elettrici rientra in un ventaglio di nuove norme, finalizzate a migliorare la sicurezza stradale, come quelle in tema di sospensione breve della patente, guida sotto l’influenza di alcolici e droghe, sanzionabilità da remoto di talune infrazioni.
Le novità hanno interessato anche i monopattini elettrici. Gli obblighi su casco, frecce, fari, clacson e velocità, infatti, sono già in vigore dal 14 dicembre 2024, mentre su targa e assicurazione occorrerà attendere il prossimo 16 maggio.
I risultati conseguiti dopo le modifiche al codice della strada appaiono incoraggianti. Dai più recenti dati ISTAT sulla sinistrosità in generale, infatti, emerge che nel primo semestre del 2025, rispetto all’analogo periodo del 2024, sono diminuiti incidenti (-1,3%), feriti (-1,2%) e deceduti (-6,8%).
Tale miglioramento, tuttavia, andrebbe conseguito anche per i monopattini elettrici, invertendo così la tendenza al rialzo dei sinistri registrata negli ultimi anni. Gli scontri con tali mezzi, infatti, sono stati 564 nel 2020, diventando 3.895 nel 2024. L’incremento c’è stato anche tra i feriti: 2.787 nel 2022, divenuti 3.751 nel 2024. Pure le vittime sono aumentate: 23 nel 2024 a fronte dell’unico deceduto nel 2020, 6 nel 2021, 16 nel 2022 e 21 nel 2023.
Proprio l’apposizione della targa sui monopattini elettrici faciliterà l’individuazione dei conducenti poco virtuosi, migliorando la sicurezza di chi utilizza le strade, specialmente pedoni e ciclisti. I conducenti imprudenti difficilmente la faranno franca, poiché le forze dell’ordine facilmente li individuerebbero attraverso il targhino.
Monopattino elettrico: caratteristiche e utilizzo
I monopattini elettrici non possono avere potenza superiore a 500 W: chi trasgredisce rischia il sequestro del mezzo e una multa. Tra le dotazioni obbligatorie rientrano clacson, luci anteriori e posteriori fisse, frecce e freni su ambedue le ruote. C’è anche il regolatore della velocità, che non può superare i 20 km/h: il limite scende a 6 km/h nelle aree pedonali. La relativa violazione è sanzionabile fino a 100 euro.
Sono mezzi utilizzabili solo in ambito cittadino, non sulle tangenziali, senza impegnare piste ciclabili e marciapiedi. Su questi ultimi non possono essere parcheggiati, eccetto che nelle aree dedicate. L’età minima per condurli è di 14 anni, anche senza patente, col divieto di trasportare persone, oggetti o animali. Tutti, anche i maggiorenni, sono già ora obbligati a indossare il casco omologato, con dicitura UNI EN 1078 o 1080.
Per circolare sul monopattino elettrico occorrerà stipulare una polizza assicurativa: tale obbligo, come quello sulla targa, entrerà in vigore dal prossimo 16 maggio.
Cosa occorre sapere sulla targa
La mancanza della targa sul monopattino elettrico sarà sanzionabile fino a 400 euro. Si tratta di un contrassegno plastificato, adesivo, non rimuovibile, rettangolare, composto da sei caratteri alfanumerici disposti su due righe, da applicare sul parafango posteriore oppure sulla parte anteriore del piantone dello sterzo.
I monopattini elettrici sono associati al codice fiscale del proprietario: il legame tra quest’ultimo e la targa, pertanto, facilita l’identificazione del conducente. Tramite la banca dati dell’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (ANIA) sarà possibile scoprire chi è senza assicurazione.
La domanda di rilascio va presentata alla Motorizzazione Civile, tramite piattaforma online accessibile con carta d’identità elettronica o SPID. La richiesta può essere fatta da un maggiorenne oppure, se riguarda un minorenne, dal genitore. La relativa spesa è di circa 38 euro, compresi bolli e altro. Sarà possibile, in futuro, chiedere la targa anche tramite le agenzie di pratiche auto, pagando il costo del relativo servizio.
Dopo la lavorazione della domanda da parte della Motorizzazione Civile, il richiedente potrà prenotare il ritiro del contrassegno allo sportello. In caso di deterioramento, furto o smarrimento della targa, oppure di furto e smarrimento del monopattino, il titolare deve denunciare l’accaduto entro 48 ore alle forze dell’ordine, inserendone gli estremi nell’apposita piattaforma online. Ne conseguirà la cancellazione del contrassegno, che il proprietario dovrà chiedere anche qualora dovesse vendere il monopattino. L’acquirente, invece, dovrà attivarsi per ottenere un nuovo contrassegno, sempre tramite piattaforma.
Servono controlli ed educazione stradale
Capita a tutti noi di osservare conducenti che, approfittando dell’assenza della targa, utilizzano maldestramente il loro monopattino elettrico, tra contromano, velocità eccessiva, mancanza del casco e passeggero trasportato. Con l’introduzione del contrassegno, tuttavia, le forze dell’ordine avranno la possibilità di rintracciare i trasgressori che, con l’aumento dei controlli, verrebbero scoraggiati.

Monopattini elettrici e targhe. I controlli scoraggiano le condotte di guida scorrette (foto di Giovanni Cardillo da Adobe Stock).
Le nuove regole stradali potrebbero, quindi, contribuire a ridurre incidenti, feriti e vittime, ma non basterebbero. Occorrerebbe, contemporaneamente, insistere sulle campagne di educazione alla sicurezza stradale, per far comprendere a tutti che la sicurezza stradale è una priorità per la società.
Tutti noi, comprese le giovani generazioni, potremmo già da ora fare la nostra parte quando guidiamo, usando maggiormente la testa. Al resto ci penseranno le forze dell’ordine, aumentando i controlli e contrastando, così, le condotte di guida scorrette.