"Sbagliando non si impara" è il titolo del nuovo libro di Michele Dotti, educatore e formatore, attivo da molti anni sui temi dell’intercultura, dei diritti e della pace.
 

Sbagliando si impara. O forse no? Michele Dotti sovverte il senso dei detti comuni attribuendogli un'accezione positiva. "Certamente fa più rumore un albero che cade, ma per il nostro benessere personale e il miglioramento della nostra società, sarebbe bene ogni tanto prestare attenzione anche alla foresta che cresce!". È uno dei tanti suggerimenti positivi che stanno alla base del nuovo libro dal titolo controcorrente e che punta a cambiare il paradigma del sentire comune.

"Se imparassimo dai nostri sbagli dovremmo già essere tutti perfetti! - ci racconta l'autore - Invece ci ritroviamo a commettere gli stessi errori, giorno dopo giorno, senza neppure troppa fantasia. È dai successi, più che dagli sbagli, che si traggono grandi lezioni e si migliora la nostra vita".

Michele Dotti, già autore de L'Anticasta e di Non è vero che tutto va peggio, scritto con l’amico Jacopo Fo, in questo nuovo volume analizza e smonta i luoghi comuni più conosciuti per poi riempirli di significato positivo. È così che nascono «chi fa da sé fa per sé», «ognuno è perfetto» e «prima il piacere, insieme al dovere», che puntano a sottolineare come la collaborazione e la forza della collettività "ci fanno raggiungere risultati altrimenti impossibili, che la diversità è all'origine della scoperta di se stessi e che i nostri comportamenti possono essere facilmente cambiati se associati a delle esperienze positive".

Questo non significa che gli sbagli siano inutili, ma che

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