World Press Photo Contest è il più importante concorso di fotogiornalismo al mondo che riporta le inchieste firmate dalle maggiori testate internazionali come la BBS, CNN, Le Monde, National Geographic: si trova a Torino, come ogni anno, dal 23 settembre al 19 novembre 2023. In poche foto, di grande impatto emotivo, vengono riassunte le questioni più critiche a livello globale portando agli occhi dei visitatori tutto il peso emozionale delle crisi che il mondo attuale sta attraversando.

Impossibile rimanere inermi davanti a questi scatti catturati dai migliori reporter del mondo dai quali emergono situazioni nascoste nel sottobosco dell’informazione dei mass media mondiali. World Press Photo parla dell’umanità, di noi e del nostro pianeta. Un’informazione sincera e a tratti cruda che racconta il mondo di oggi sia ai suoi contemporanei che alle generazioni future.

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Mondiali Argentina.

Festa Buenos Aires mondiali di calcio 2022. World Press Photo – Tomàs Francisco Cuesta

World Press Photo contest: cosa racconta quest’anno la mostra di fotogiornalismo più importante al mondo

L’11 gennaio di quest’anno 3.752 fotografi provenienti da 127 paesi hanno presentato il loro lavoro alla giuria delle sei regioni ( Asia, Africa, Europa, Nord e Centro America, Sud America, Sud-Est Asiatico e Oceania) e al presidente della giuria globale Brent Lewis. Quest’ultima, a metà febbraio, ha deciso i 30 vincitori del concorso, in ogni categoria comprendendo le menzioni d’onore, arrivando a presentarli ufficialmente durante l’apertura della mostra World Press Photo ad Amsterdam. Da qui l’inizio del tour della mostra ha toccato 70 tappe in tutto il mondo che terminerà nel 2024.

Donna africana

La demenza senile di una donna africana nell’indifferenza dei passanti. World Press Photo – Lee-Ann Olwage

Come ogni anno le inchieste mostrano una narrazione informativa che va al di là di qualsiasi tg visto alla sera a tavola con la propria famiglia o da qualsiasi post su Instagram che scorre velocemente sotto i nostri occhi.

Le storie di World Press Photo 2023

La mostra si apre con il sorriso accennato di un’anziana donna africana affetta da demenza senile. Il mondo intorno a lei è sfocato e si muove veloce lasciando nella solitudine coloro che sono affetti da questa malattia mentale. (Lee-Ann Olwage – Africa. Vincitore regionale Premio categorie foto singole). Tra i macro temi della guerra, della crisi climatica e della povertà, vengono esaltate storie singole che queste problematiche le vivono in prima persona.

Comunità LGBTQI+

Una comunità di anziani LGBTQI+ nelle Filippine che si preparano per uno spettacolo. World Press Photo – Hannah Reyes Morales

Come una giovane donna iraniana che si siede in piazza a Theheran, sfida la legge non indossando l’hijab obbligatorio per le donne iraniane. O una comunità di anziani LGBTQI+ delle Filippine vive in comunità proteggendosi, tra uno spettacolo e l’altro, dalle discriminazioni subite nel proprio paese.

Vincitore assoluto è lo scatto Evgeny Maloletka sull’attacco alla clinica di maternità a Mariupol. Ci ricorda la donna incinta e ferita da un attacco missilistico russo e portata via in barella da due soccorritori.

O ancora in Italia, esattamente a Milano, le nuove tecnologie applicate all’agricoltura nelle fattorie verticali permettano di limitare in maniera importante l’impatto ambientale diventando soluzione strategica per le problematiche di crisi climatica. Oppure, sempre alla risoluzione di questo dilemma, vengono mostrate le proposte più innovative per permettere all’Europa di diventare il primo continente a impatto zero.

Il racconto di World Press Photo: la potenza del fotogiornalismo nell’era delle immagini

Mostra World Press Photo

Mostra World press Photo Torino

Viviamo nell’era delle immagini in cui telegiornali e social ci tempestano di informazioni a cascata, senza darci il tempo di soffermarci realmente su ciò che ci stanno trasmettendo. La variabile del tempo, nella mostra di World Press Photo oggi a Torino (Palazzo Barolo – dal 23 settembre al 19 novembre 2023), risulta fondamentale sotto questo punto di vista.

Qui abbiamo la possibilità di incantarsi davanti ad uno scatto, che porta ad immergerci in realtà così lontane da noi ma che in quel momento ci toccano nel profondo, facendoci sentire un’unica comunità.

Risulta davvero impossibile non farsi coinvolgere da quello che è un appuntamento fisso annuale, capace di restituire al mondo intero un racconto dei fatti di una lettura così semplice quanto nello stesso tempo di forte impatto.

Fattorie verticali

Innovazione tutta italiana per un Europa a impatto zero. World Press Photo

Ci si immedesima attraverso la vita di chi, quegli eventi, li vive sulla propria pelle. Fermandoci a fissare quei fotogrammi che ci trascinano nei più remoti angoli della Terra. La potenza emozionale di questa mostra è unica e in un’epoca di fake news e informazione rapida, è sicuramente costruttivo abbracciare, quando si hanno queste occasioni, una narrazione sincera e di qualità.

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Laura Corona

Aspirante giornalista laureata in Lettere. Scrivo di Cultura e Lifestyle collaborando con BuoneNotizie.it, grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista

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