In un periodo in cui si tende a vedere il Medio Oriente come un luogo lontano dalla pace, la recente inaugurazione, presso l’Università Cattolica di Milano, di un Istituto di cultura araba ha ispirato gli studenti e i docenti ad avere una visione diversa della realtà umana. Il suo scopo è quello di costruire un ponte per il dialogo tra Oriente e Occidente, attraverso l’insegnamento della lingua e della cultura araba rivolto a studenti di ogni provenienza. Per questo, oltre alle personalità accademiche locali, ha preso parte all’inaugurazione anche l’emiro al-Qasimi, membro del Consiglio supremo federale degli Emirati Arabi Uniti: tutto ciò per ribadire l’impegno, da parte di culture differenti, per la pace e la reciproca comprensione.
Dall’insegnamento universitario alla promozione della pace
Il nuovo Istituto di cultura araba presso l’Università Cattolica di Milano, inaugurato il 30 agosto e attivo dal 16 settembre 2024, si propone come un’istituzione quantomai significativa nell’attuale congiuntura storica. Non si tratta di una struttura finalizzata al semplice insegnamento della lingua araba, poiché nasce con lo scopo più ampio di promuovere il dialogo tra la cultura mediorientale e quella occidentale. Le sue attività inizieranno a settembre e, a partire da ottobre, saranno articolate in tre ambiti fondamentali: culturale, educativo e scientifico.
L’istituto non si occuperà solo di workshop mirati alla conoscenza e alla scrittura della lingua araba, ma dedicherà molta attenzione anche al culture management, organizzando incontri tra figure significative provenienti dal mondo arabo e da quello occidentale. Inoltre, avrà un ruolo centrale anche l’editoria, attraverso la traduzione dei testi arabi più rilevanti e il supporto agli editori italiani che vogliano entrare nel mercato librario arabo.
Il cammino della lingua araba nella didattica dell’Università Cattolica
L’apertura del nuovo istituto è una tappa importante del percorso iniziato dall’Università Cattolica quasi dieci anni fa, a partire dall’istituzione del Centro di ricerca della lingua araba (CARA). L’obiettivo dell’ateneo, fin dall’inizio, è stato duplice: da una parte esso voleva consentire agli studenti italiani di approcciare tale universo culturale; dall’altra, si voleva dare vita a uno strumento d’inclusione per studenti italiani di origine araba, in modo che potessero ritrovare le proprie radici.
Del resto, durante l’inaugurazione, si è voluto ricordare che molte parole di culture differenti hanno in realtà radici comuni e, questo, riguarda anche la lingua araba. Naturalmente si è trattato di un esempio non casuale, poiché spinge a considerare le differenze culturali come una ricchezza, piuttosto che come un ostacolo. In tale ottica, da una città multietnica come Milano può arrivare ai giovani un importante messaggio di pace.
Gli sforzi del mondo cattolico per la pace tra Oriente e Occidente
L’iniziativa dell’ateneo milanese mette in risalto gli sforzi del mondo cattolico per instaurare, dove possibile, un dialogo che porti a un riconoscimento reciproco. Anche in rapporto al costante lavoro della diplomazia vaticana, l’iniziativa sorta a Milano sembra in linea con quanto espresso nel documento sulla Fratellanza Umana per la pace mondiale e la convivenza comune, firmato da Papa Francesco nel 2019 negli Emirati Arabi Uniti.
Il messaggio che sembra arrivare dal centro studi cattolico, dunque, è che non basta la semplice “accoglienza”, fatta di beni materiali, nei confronti degli altri popoli. Un ulteriore e importante passo dev’essere compiuto attraverso la conoscenza della loro cultura, alla ricerca degli elementi che ci possono accomunare. La conoscenza, infatti, è un antidoto contro la paura: ed è solo dal superamento della paura che nasce il dialogo.