La Scuola Italiana di Ospitalità ha inaugurato, il 24 ottobre scorso, una nuova sede a Hurghada, in Egitto, segnando un importante passo avanti nel rafforzamento dei legami tra Italia e Nord Africa. Questa iniziativa, parte integrante del “Piano Mattei per l’Africa”, rappresenta una risposta concreta alla necessità di formare professionisti qualificati nel settore dell’ospitalità, ispirandosi alla visione pionieristica di Enrico Mattei, che negli anni Cinquanta promuoveva la cooperazione internazionale attraverso la condivisione di competenze.
La Scuola Italiana di Ospitalità: un ponte tra Italia ed Egitto
La Scuola Italiana di Ospitalità è il risultato di una stretta collaborazione tra attori pubblici e privati italiani ed egiziani, tra cui l’Ambasciata d’Italia in Egitto, il Ministero del Turismo egiziano, Confindustria e Federturismo. La cerimonia d’inaugurazione, avvenuta alla presenza del Ministro del Turismo italiano, ha rappresentato un momento simbolico per consolidare un modello di cooperazione bilaterale che guarda al futuro. Nell’occasione, l’Ambasciatore Michele Quaroni ha dichiarato:
«La Scuola Italiana di Ospitalità a Hurghada contribuirà a rinsaldare i legami economici tra i due Paesi e a promuovere percorsi di migrazione controllata verso l’Italia, con ricadute positive per gli operatori del settore turistico da entrambe le sponde del Mediterraneo.» come da nota stampa del Ministero del Turismo.
Il modello vincente della Scuola Italiana di Ospitalità
La Scuola Italiana di Ospitalità, nata nel 2019 grazie a Cassa Depositi e Prestiti e TH Resorts, si basa sul modello innovativo dell’hotel-school, un approccio che integra formazione in aula ed esperienza pratica sul campo. Questo metodo permette agli studenti di apprendere lavorando direttamente con i clienti, sotto la guida di esperti del settore.
A Hurghada, il programma formativo prevede 600 ore di formazione teorica e pratica per 100 studenti, attraverso il metodo “learning by doing” che combina lezioni dimostrative, laboratori e tirocini con tutoraggio. Come ha sottolineato il Direttore Generale Giulio Contini:
«La Scuola Italiana di Ospitalità non è solo un’opportunità di crescita professionale, ma anche un progetto con un impatto sociale significativo, grazie all’inclusione dei giovani locali nei percorsi di formazione e inserimento lavorativo» secondo quanto riportato sulla pagina web del Ministero del Turismo.
Perché l’Egitto?
Hurghada, una delle mete più popolari del Mar Rosso, è stata scelta per ospitare la succursale della SIO, grazie alla sua rilevanza strategica per il turismo egiziano. Il progetto mira a rispondere alla crescente domanda di personale qualificato sia in Egitto che in Italia.
Il modello italiano di formazione diventa così un’opportunità per esportare il know-how nazionale, garantendo agli studenti egiziani uno standard formativo di altissimo livello.
Sulle orme dell’indimenticato sindaco di Firenze, Giorgio La Pira, che negli anni ’60 avviò i Colloqui del Mediterraneo, sarà favorito lo scambio culturale tra i Paesi delle due sponde del Mediterraneo e permetterà di sostenere l’economia locale, offrendo competenze che migliorano l’industria turistica e dell’ospitalità.
Il turismo come veicolo di pace
Oltre alla formazione, la Scuola Italiana di Ospitalità si propone come un ponte per la pace. Il turismo, infatti, è un mezzo per promuovere il dialogo interculturale, favorendo la comprensione reciproca tra i popoli. Come si apprende dall’articolo diffuso dal Ministero del Turismo, la Presidente di Federturismo Confindustria, Marina Lalli ha dichiarato:
«La formazione è la vera chiave per riavviare il comparto turistico e fornire ai lavoratori strumenti per affrontare un settore complesso ma ricco di opportunità»
La Scuola Italiana di Ospitalità non si limita a formare professionisti, ma contribuisce anche a:
- facilitare la gestione dei flussi migratori: grazie a percorsi di formazione e inserimento lavorativo controllati, crea figure professionali molto richieste dal mercato.
- promuovere la sostenibilità nell’industria dell’ospitalità: integrando pratiche responsabili nei programmi di studio, forma lavoratori più consapevoli.
- digitalizzare le competenze: rende il settore più efficiente senza soffocare la creatività che contraddistingue l’ospitalità italiana.
La Scuola Italiana di Ospitalità a Hurghada è molto più di un progetto formativo: è un simbolo di cooperazione internazionale, ispirato ai valori di Enrico Mattei, che unisce innovazione, sostenibilità e inclusione. Esportare il modello italiano significa non solo migliorare le competenze dei lavoratori, ma anche costruire un futuro basato su dialogo, sviluppo economico e reciproca comprensione.