“Il primo festival di good news in Italia, dove gli under 30 si ritrovano per scrivere il futuro”. Questa la premessa della seconda edizione del Festival delle Buone Notizie, tenutasi il 30 novembre a Bergamo.

L’evento è stato realizzato dai giovani imprenditori di Guarda Studio e ospitato al Gres Art 671, stabilimento industriale dismesso e riqualificato all’arte e alla cultura. Un grido all’innovazione che dona vita ad un angolo di buone notizie, dove una platea di cinquecento giovani ha reso sold-out il festival.

L’obiettivo: raccontare come in una società complessa ci siano persone impegnate nel cambiare le cose, il tutto attraverso un’informazione costruttiva. Si indagano strumenti che permettano di capire il mondo contemporaneo, riempiendo la sala di speranza e propositività.

Com’è organizzato?

Il festival si apre con un certo fermento e un’atmosfera frizzante si irradia in tutto l’edificio. Viene offerta la possibilità ai partecipanti di entrare in contatto con alcune realtà imprenditoriali attraverso quiz e attività online. I giovani, grazie a quesiti interattivi che indagano le loro soft e hard skills diventano potenziali candidati per varie aziende partner.

La conduzione dell’evento è affidata a Giovanni Di Giacomo che con giochi, attività interattive e un pizzico di ironia porta sul palco sette buone notizie raccontate da sette speaker. Con tono volutamente sfrontato si parla direttamente alla nuova generazione, coinvolgendola in un viaggio trasversale che tocca tematiche quali il dissenso, il cambiamento, il lavoro, lo spazio, i media, il cinema e il gaming.

Le voci del festival

Tra gli interventi di spicco, l’ex ministro del lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero ci rammenta l’importanza delle scelte: nel lavoro, nello studio, a livello personale. Per ogni scelta c’è un sacrificio, un qualcosa a cui si rinuncia e si lascia indietro in nome di un obiettivo.

“Tra i bisogni primordiali che ha ognuno di noi, c’è anche il bisogno di avere delle storie che ci aiutino a dare un senso al mondo e all’essere qui”. Queste sono invece le parole di Gianni Canova, che oltre a ricordarci la vitalità attuale del cinema, ci invita alla condivisione. Sottolinea inoltre l’entità di nutrire i propri sogni fino in fondo, tra la meraviglia e il disincanto, in un equilibrio che infonde fiducia. Parole toccanti, cariche di umanità e passione che fanno esplodere l’emozione in sala.

Il valore della condivisione, questa volta relativa al giornalismo costruttivo, viene poi rimarcato da Francesco Oggiano. Si indaga l’informazione ai tempi dei media, dove i canali di comunicazione sono in continuo aumento ed è sempre più difficile approcciarsi alle notizie in modo positivo. Oggiano rimarca l’essenzialità della libertà di condivisione attraverso le molteplici piattaforme attualmente in uso. Il tutto prestando attenzione e selezionando con cura le proprie fonti, costruendo gradualmente un rapporto di fiducia.

Tra loro sono intervenuti anche l’ex ministro del lavoro Elsa Fornero (economista); Fabiana Andreani, manager nota sui social come Fabiana Manager; l’astrofisica Patrizia Caraveo; il giornalista Francesco Oggiano, volto noto di Will Media; Gianni Canova, rettore Iulm e critico cinematografico; Simone Trimarchi, gamer che ha trasformato la sua passione in lavoro, tutti accomunati dall’obiettivo di veicolare consapevolezza e buone notizie.

Raccontare le buone notizie

Temi quali la scelta, la condivisione, l’informazione mediatica possono essere applicati a ciò che di positivo interessa l’attualità. Cambiare le sorti dell’informazione e adottare un’attitudine positiva e propositiva è un obiettivo comune a svariate realtà. Dal giornalismo costruttivo di BuoneNotizie.it all’associazione culturale The Bright Side, si combatte per raccontare il mondo nella sua versione migliore.

Il Festival delle Buone Notizie si fa quindi portavoce di una comunicazione che crea cambiamento. Propone uno spazio che conferisce valore ad un’umanità silenziosa, spesso soffocata dalla negatività delle notizie a cui siamo costantemente esposti. Un grido alla positività, mettendo in luce una quotidianità diversa, fatta di passione, coraggio e cura.

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Chiara Angeli

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