Dopo la partecipata inaugurazione di sabato scorso, oggi, venerdì 24 aprile, dalle 18.30 alle 20.30, Sferocromia, via Ippolito Pindemonte 30b, ospita uno open studio e apertura straordinaria, dedicato alla personale di Manuela Scannavini, “Quando il suono si fa segno” in adesione a RAW for Peace, progetto speciale collegato alla Rome Art Week.
La mostra sostiene Medici senza Frontiere: parte del ricavato delle eventuali vendite delle opere sarà destinato alla Onlus, e i visitatori potranno offrire un libero contributo in tutte le occasioni di apertura in calendario:
- sabato 2 maggio e sabato 9 maggio, dalle 16:30 alle 18:30
- il finissage di sabato 16 maggio: alle 18:30 un dialogo sulla scrittura e immagine con Manuela Scannavino e Giulio Marzaioli, autore di Spin-Off e I Sassi, editi da Tic Edizioni, accompagnato da Eugenia Querci.
Locandina di RAYForPeace con la personale di Manuela Scannavini, “Quando il suono si fa segno”, Sferocromia, Roma
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Al3viE di Raffaella Polverini, con il contributo critico di Eugenia Querci. Il racconto storicizzato ricostruisce il percorso artistico di Manuela Scannavini, con le testimonianze delle collaborazioni strette nel tempo. “Collaborare con altri artisti per me è vitale” – spiega l’artista– “mi permette di spostare il mio centro e vedere le cose in modo più completo. Il processo non è facile, ma con gli artisti con cui mi incammino ci deve essere un sentire comune. Di sicuro, personalmente, mi metto in una condizione di ascolto e credo che la stima reciproca sia alla base di tutto“.
Le opere
In mostra: cinque grandi opere pittoriche, litografie, un’installazione, due video, taccuini, prove d’autore e le fotografie di Ilaria Turini eseguite durante il backstage del video, “Quando il suono si fa segno”. Il tutto abbraccia circa venti anni di pratica d’arte, in cui negli ultimi la natura è interlocutore privilegiato, sempre in una prospettiva di condivisione e relazione.
Le tele nascono dalle musiche del Maestro Carmelo Travia: seguendo quella risonanza – scrive Eugenia Querci – Scannavini “ha riversato il proprio stato interiore, sottile o tumultuoso, in una serie di tele, legate tra loro da un ritmo, anche visivo, e pensate come un’installazione, Il suono che si fa segno, diventato poi il titolo della mostra”.
I due video in mostra completano il percorso: il primo, disponibile anche su YouTube, è diretto da Jacopo Brucculeri con la fotografia di Lorenzo Lattanzi e la coreografia di Giulia Rosolin, interpretata dalla giovanissima ginnasta Sofia Biancari; l’altro è un video-racconto del processo creativo dell’artista, con la voce narrante di Francesca Ritrovato e il montaggio sonoro di Alessandro Chiappini.
L’arte di Manuela Scannavini
Eugenia Querci descrive il lavoro di Scannavini come “immersione profonda in sé stessi, necessità indifferibile di ascolto, strumento per espandere l’io oltre i confini della vita organizzata per moltiplicarsi in una rigogliosa fermentazione. E queste tele sono un ritratto fedele dei suoi paesaggi interiori, del suo posizionarsi nel mondo con un’attitudine di profonda curiosità, costantemente in cerca di corrispondenze con l’altro.”
Gesso, carta, fibra naturale, linoleum gomma arabica, colla d’osso, biochar, pigmenti, polvere di marmo, foglie di loto, fibra di vetro, cera persa, oro zecchino, tessuti sono solo alcuni degli materiali che l’immaginario di Manuela Scannavini traduce in esiti artistici di grande impatto.
Il Maestro Carmelo Travia e l’artista Manuela Scannavini, fotografia di Alessandro Guarino
Biografia
Manuela Scannavini (@manuela_scannavini) è nata a Roma nel 1970, dove vive e lavora. Sociologa di formazione, ha interpreso il percorso artistico nel 2007 frequentando studi e atelier che hanno affinato la sua tecnica: dalla decorazione dei finti marmi al disegno, alla pittura e alla stampa con tecniche manuali su carta con Eleonora Cumer; alla litografia su supporto sintetico con Maria Pia Bentivenga presso l’Atelier InSigna; allo studio del pattern con Daniela Pinotti presso Portuense201; alla tecnica della cera persa presso la scuola/laboratorio Lumina. Ha poi approfondito le tecniche di incisione, in particolare il monotipo a ricalco e con il torchio calcografico, collografia, xilografia su linoleum, puntasecca, con Davide Miceli presso l’Accademia di Belle Arti – RUFA.
La sua arte spazia tra l’astratto e il concettuale, con tecniche miste di assemblaggio e installazioni apprezzate da collezionisti tra Roma e Torino. Nel tempo ha collaborato con la poetessa Laura Anfuso, con l’attrice e performer Alice Valente Visco, con la fotografa Ilaria Turini, con la stilista e modellista Elena Binni e con il designer e creativo digitale Carmine Fuorvia de I Magazzini Mediterranei. Dal 2024 è ospite presso lo studio di Umberto Ippoliti.