Economia & Lavoro

Boom del fotovoltaico, un beneper ambiente e portafogli

di 2 Ottobre 2007No Comments

Un presente luminoso e un futuro ancor più ricco di prospettive. E’ questa in breve la fotografia del mercato del fotovoltaico scattata da “Solar Generation IV“, il rapporto di Greenpeace e EPIA (European Photovoltaic Industry Association) pubblicato in occasione della conferenza europea del fotovoltaico di Milano. Il rapporto punta i riflettori sulla produzione di energia elettrica ‘solare’ cresciuta (soprattutto in Europa e in Giappone) a ritmi da capogiro: dal 1998 ad oggi si è avuto un incremento della potenza installata pari al 35% con un mercato stimato, nel solo 2006, di 9 miliardi di euro. In pratica la crescita del fotovoltaico si pone oltre ogni più ottimistica previsione. Tale incremento pare essere solo un assaggio di quello che potrebbe succedere in futuro, infatti le potenzialità di questa energia pulita non sono ancora del tutto state sfruttate, soprattutto nel Bel Paese: dal sole giunge alla superficie terrestre un flusso energetico pari a 15.000 volte l’odierno fabbisogno energetico mondiale e l’Italia gode, grazie alla sua posizione geografica, di condizioni assai favorevoli per l’uso di pannelli fotovoltaici, specialmente in Sicilia dove l’irraggiamento giornaliero medio arriva a 5,4 kWh/mq (contro i 3,6 della Pianura Padana). Non ricoprire di pannelli solari ogni tegola siciliana pare uno spreco se pensiamo che in Europa il maggior produttore di energia elettrica ‘solare’ è la Germania che pure non gode delle stesse favorevoli condizioni di esposizione. Secondo il più ottimistico dei tre scenari proposti da “Solar Generation IV” - sfruttando a fondo le potenzialità territoriali e di incentivazione economica - si potrebbe arrivare nel 2030 a soddisfare addirittura il 9,4% della domanda mondiale di energia elettrica da fotovoltaico, realizzando un mercato del valore di 318 miliardi di euro all’anno. A beneficiarne non sarebbe solo l’ambiente – con un risparmio di CO2 immessa in . . .

Registrati gratis per continuare a leggere questo articolo...

Registrati gratis ora!

L’informazione può essere pericolosa

Per questo al giornalismo della paura, preferiamo quello delle soluzioni.