Il G20 chiude con un pareggio tra le richieste USA e UE

di 4 Aprile 2009Economia

Nella conferenza stampa conclusiva, il premier britannico Gordon Brown afferma che sono stati decisi stanziamenti supplementari per circa mille miliardi di dollari a favore del Fmi e di altre istituzioni finanziarie internazionali con l’obiettivo di rilanciare l’economia mondiale.
L’altro punto fondamentale riguarda il raggiunto accordo sulla definizione di una lista nera dei paradisi fiscali. In seguito a tali decisioni, l’Ocse(Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha pubblicato due liste di paradisi fiscali: la lista nera, che comprende paesi come Uruguay, Filippine, Costa Rica e Malaysia, che non hanno mai dato la propria disponibilità a collaborare in campo fiscale, e quella grigia che include nazioni che, nonostante l’impegno di rispettare le regole Ocse, le hanno, in sostanza, sempre disattese.
La lista è lunga, ben 38 paesi, e comprende stati come Svizzera, Monaco, Lussemburgo, Belgio, Liechtenstein e Andorra.

Eliminati anche gli iniqui bonus a manager che hanno fatto fallire società, e che tanta indignazione hanno destato.
Tra le azioni concrete segnaliamo: lo stimolo fiscale, finalizzato alla ripresa economica, che vede in campo 5.000 miliardi di dollari entro la fine del 2010, e 50 miliardi di aiuti per i paesi poveri, l’istituzione di un nuovo consiglio per la stabilità finanziaria globale e l’impegno a rivedersi a settembre, in Giappone, per un nuovo vertice.

Alla fine del summit, i leader dei 20 paesi si sono spesi nel presentare l’evento come uno“storico compromesso in una crisi straordinaria”, riprendendo la dichiarazione di Angela Merkel.
Certo, sono state poste le basi per un’azione congiunta e di vastissima portata, che ha visto la sintesi delle richieste sia di parte americana che europea.
L’invito è a realizzarle davvero, con efficacia e senza spreco di risorse, nel tempo più breve possibile e con particolare attenzione alle future vittime della crisi.

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