Lotta al lavoro nero: nuovo progetto per affermare la legalità

di 21 Settembre 2009Economia

Si chiama “in Regola” il nuovo progetto promosso dal Ministero del Welfare, realizzato dall’Università Link Campus in collaborazione con IRES (Istituto di ricerche economiche e sociali) della Cgil e ELEA spa. Obiettivo principale dell’iniziativa è quello di diffondere la cultura della legalità del lavoro attraverso tre indirizzi operativi: emersione del lavoro sommerso, sicurezza sul lavoro e rispetto delle norme in vigore. Il progetto prevede, attraverso il coinvolgimento dei Sindacati, le Associazioni di categoria e le istituzioni, la valorizzazione delle risorse in grado di garantire le buone pratiche individuate.

Saranno i capoluoghi di regione, Milano, Venezia, Roma, Bari e Napoli le prime sedi coinvolte nella programmazione degli interventi.

Verranno effettuate ricerche per individuare le buone pratiche, attivati moduli formativi specifici e intrapresa una campagna di informazione negli stessi territori. 

Il fenomeno del lavoro sommerso rappresenta un problema annoso che riflette le conseguenze più gravi sulla sicurezza del lavoro e sulle mancate entrate fiscali.

Secondo i dati Censis il lavoro sommerso in Italia sottrae al fisco il 17% e il 19% del Pil, equivalenti a circa 100 miliardi di euro/anno.

Il rapporto Istat 2005 dimostra inoltre che sono circa 5.500 le attività lavorative che svolgono attività irregolari, e quasi 3 milioni di occupati a tempo pieno sono assunti in modo irregolare.

Nel 2008 l’Inps, a seguito di oltre 76 mila controlli, ha accertato 52.726 mila lavoratori completamente in nero.

Il progetto “in Regola”, insieme al testo unico sulla sicurezza del lavoro e alla recente Direttiva europea (relatore Claudio Fava) sul contrasto della manodopera illegale apre nuove prospettive verso il ridimensionamento del sommerso e il graduale miglioramento delle condizioni di lavoro. 

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