Si è svolta a Palermo una conferenza indetta da Fillea Cgil (Federazione italiana lavoratori legno, edili e affini) per valutare lo stato dei cantieri edili attualmente esistenti in città e, più in generale,  in Sicilia e per verificare il funzionamento dei Protocolli di legalità nel mondo degli appalti. Al convegno “Cantieri e legalità: una risposta per il lavoro e per il futuro” hanno partecipato i rappresentanti di Cgil Sicilia, Ance Sicilia (Associazione Nazionale Costruttori Edili), Cassa edile, Rfi, Anas e la Presidente della Commissione Antimafia Europea, Sonia Alfano.

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Capire l’importanza del rapporto tra legalità e sicurezza nei cantieri edili è fondamentale: sono concetti strettamente collegati tra loro e rappresentano situazioni rafforzate, se coesistono. Soprattutto in un settore come quello degli appalti, che subisce maggiormente le infiltrazioni mafiose, rappresentando una parte del mercato che produce i più alti profitti.

Garantire il rispetto delle normative vigenti renderà più sicuri i posti di lavoro. Ed è fondamentale la collaborazione di sindacati e lavoratori nella denuncia dei tentativi di infiltrazioni mafiose. Un ottimo strumento nella lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata è rappresentato dai Protocolli di legalità, che comportano l’obbligo per le imprese appaltatrici di comunicare alle Prefetture i dati anagrafici di tutte le ditte aggiudicatarie degli affidamenti, dei sub-contratti e dei sub-affidamenti, prima della stipula dei contratti stessi.

Le ditte che risulteranno positive alle verifiche antimafia saranno escluse automaticamente dall’aggiudicazione dell’appalto. Il Protocollo di legalità prevede un ulteriore obbligo per l’appaltatore, che dovrà informare immediatamente la Prefettura di ogni indebita richiesta di denaro, di offerte di “protezione” che vengano avanzate nel corso dell’esecuzione dei lavori nei confronti di un suo rappresentante, dipendente, socio, direttore e di ogni tipo di  ingerenza illegale durante l’iter di assegnazione alle imprese terze.

Attualmente in ballo ci sono 5 miliardi di euro realmente disponibili per la realizzazione di opere che riteniamo strategiche. Per completarle occorrerebbero altri 4 miliardi” , ha dichiarato il segretario di Fillea Cgil Sicilia, Franco Tarantino. “Tra queste opere strategiche ci sono gli assi stradali: la Siracusa-Gela, la Nord-Sud, la Camastra-Gela e la Ragusa-Catania oltre all’asse ferroviario Catania-Messina”.

“La costruzione di un sistema infrastrutturale, già finanziato, che punti a norme per il rispetto della legalità dei cantieri“, ha concluso Tarantino, “è la carta che in questo momento la Sicilia ha in mano in direzione dell’avvicinamento del Mezzogiorno all’Italia”.

 

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