Made in Italy: una garanzia contro la crisi

di 11 Agosto 2012Consumi, Economia

Ottima tenuta del settore manifatturiero italiano, che, pur nella difficile congiuntura economica attuale, si qualifica come uno dei rami più produttivi ed apprezzati a livello europeo ed internazionale. Il “Made in Italy” resta, dunque, una garanzia di qualità riconosciuta in tutto il mondo e valida (nonostante la sempre più generalizzata tendenza al risparmio) anche in tempi di crisi, grazie all’ottimo rapporto qualità-prezzo.

L’industria manifatturiera in Italia ha radici antiche e fondamenta solidissime: se nel Settecento la seta italiana rappresentava il “non plus ultra” nell’ambito del tessile, è a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso che ha avuto luogo il vero e proprio boom del settore, insieme al riconoscimento internazionale del marchio “Made in Italy”.

Moda, tessile, abbigliamento, calzature, arredamento: forte del binomio vincente storia-tradizione, il Made in Italy si contraddistingue per la sua ottima “tenuta”. Se infatti – com’era prevedibile – il 2011 ha visto calare sensibilmente la domanda interna, l’export ha registrato e continua a registrare una crescita sostenuta, che sembra confermata anche per il 2012: le stime dell’Istat prevedono, infatti, per quest’anno un aumento delle esportazioni verso i paesi extraeuropei pari a oltre il 12% su base annua.

Non c’è quindi da stupirsi se nell’ambito dell’industria manifatturiera, a livello europeo, l’Italia si colloca ai primi posti: il Bel Paese risulta secondo solo alla Germania.

Risultato positivo? Certamente, ma questo non basta. Perché l’incisività del Made in Italy risulti realmente continuativa, è necessario potenziarla: alleggerendo il peso di una tassazione invasiva e controproducente, snellendo la burocrazia e riformando il sistema degli incentivi in modo tale da consentire l’ampliamento delle aziende e del loro organico tramite fusioni e aggregazioni.

Come sostiene Valerio Castronovo – storico ed editorialista del Sole 24 Ore – occorre creare un abile “gioco di squadra”, unico presupposto efficace e in grado di favorire l’emergere del Made in Italy anche in settori meno scontati rispetto al manifatturiero.

In questo senso, è stata fondamentale la sinergia che a partire dal 2007 ha visto unite Confindustria, Unioncamere e istituzioni pubbliche : una strategia che ha prodotto i suoi frutti, favorendo la promozione del Made in Italy all’estero e creando i presupposti per l’attuale incremento positivo delle esportazioni.

 

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