Anche se nel 2023 il Mezzogiorno d’Italia sarà destinato a rimanere il territorio con l’aumento del Pil più contenuto (+1% rispetto al +1,1% del Centro Italia e +1,2% del Nord), riuscirà comunque a superare il sottile sviluppo del Pil francese (+0,8%) e, con distacco imponente, la negatività di quello tedesco (-0,3%) stando ai dati dell’Ufficio Studi della Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato.

Nonostante questi segnali positivi, la situazione in Italia rimane complessa. La crescita economica è rallentata dall’inflazione e dall’aumento dei tassi di interesse decisi dalla Banca Centrale Europea. Inoltre, sfide quotidiane come la disoccupazione e il deficit infrastrutturale rimangono da affrontare.

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Il riscatto del Sud Italia riconducibile a tre punti fondamentali secondo l’Ufficio Studi della Cgia Mestre

Secondo l’Ufficio Studi della Cgia, il riscatto del Sud e in generale del nostro Paese è riconducibile ad almeno tre fenomeni nazionali legati anche al periodo di pandemia: sostegno economico da parte dello Stato, ripresa dei consumi familiari e investimenti costanti. Da sottolineare come primo punto, i 180 miliardi di euro erogati dal governo durante il frangente Covid ripartiti tra cassa integrazione, bonus economici e assunzioni nella sanità.

Il secondo e il terzo mirano invece, alla ripresa dei consumi familiari e all’incremento di investimenti costanti avvenuti nel Sud Italia che, soprattutto nel biennio 2021-22, hanno interessato il settore delle costruzioni.

Nello specifico, il Superbonus 110%, agevolazione fiscale disciplinata dall’articolo 119 del decreto Rilancio, soprattutto negli ultimi due anni, ha dato una grande spinta all’andamento dell’edilizia. Il settore delle costruzioni ha avuto un ruolo fondamentale nel 2022 per la crescita esponenziale del PIL, grazie soprattutto ad incentivi mirati, interventi di manutenzione straordinaria abitativa e il sostegno costante del Pnrr.

Report Cgia Mestre: le sfide del prossimo futuro italiano

Secondo il report del 19 agosto 2023, gli investimenti strategici e le misure di sostegno dimostrano la loro efficacia. Se l’Italia riuscirà a sfruttare in modo efficiente le risorse distribuite grazie al Pnrr nei prossimi anni, la tendenza positiva potrebbe consolidarsi. Mentre nell’anno corrente la Lombardia guida la crescita economica con una percentuale del +1,29%, il contributo significativo del Mezzogiorno rappresenta e continuerà a rappresentare un segnale positivo per l’intera nazione italiana.

Il Sud Italia sta dimostrando di poter superare sfide complesse attraverso investimenti mirati e interventi governativi. Questa crescita economica significativa è una testimonianza del potenziale del territorio e offre un punto di svolta nell’economia meridionale italiana.

Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia dichiara ad Adnkronos che: “il periodo attraversato negl’ultimi anni dal nostro Paese ha effetti economici e sociali meno devastanti di quanto si pensi. Nello specifico, nel Meridione si può evidenziare che il sommerso costituisce un vero e proprio parafulmine”.

Il lavoro a “nero” come ammortizzatore sociale

L’obiettivo del dossier stando alle parole dell’Ufficio Studi della Cgia: “non è quello di esaltare il lavoro irregolare è bensì rilevante dimostrare come queste forme di irregolarità che costituiscono in momenti di precariato una fonte di reddito per molti lavoratori, non siano demonizzate“. Stando ai dati, il numero dei lavoratori irregolari presenti in Italia ha ormai raggiunto la cifra di 3 milioni. Circa la metà, nello specifico il 44,6%, è collocata nel Mezzogiorno.

Il valore aggiunto prodotto dal lavoro “nero” è pari a 92,6 miliardi di euro e analizzandolo in percentuali su scala regionale si registra il picco in Calabria con il 14,9%, in Sicilia con il 12,7%, in Campania con il 12,2%, in Basilicata e in Sardegna con l’11,7%. Chiude la classifica la Lombardia con il 4,9%. Pur se appartenenti al 2006, questi gli ultimi dati ufficiali disponibili sui quali si possono fare delle comparazioni a livello regionale, stando ai canali ufficiali della Cgia.

In sostanza, i dati portati avanti dall’Ufficio Studi di Mestre dimostrano di come l’Italia non sia più l’ultima ruota del carro europeo e che sebbene il rallentamento dell’economia invada tutto il continente, l’Italia si difende dignitosamente anche per merito del Mezzogiorno.

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Vincent Truppo

Tra i miei focus principali, abbattere gli stereotipi che talvolta non danno la possibilità di conoscere realmente chi ci circonda, la definizione del termine stereotipo rappresenta appieno il mio lavoro. Con enorme piacere collaboro con BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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