Il Made in Italy conferma la sua posizione primaria nell’economia italiana in questo primo pentamestre 2024: i risultati delle produzioni e delle aziende del Paese, infatti, costituiscono una fonte di ricchezza per il PIL nazionale. Secondo il National Brand 193 2024 Ranking l’Italia è nona al mondo per il valore del marchio su 193 nazioni prese in considerazione. Invece il report Kantar BrandZ Top 40 indica 28 brand italiani che mostrano una crescita significativa dell’11% rispetto allo scorso anno, per un valore totale di 122,7 miliardi di dollari.

Nonostante oggi ci siano sempre meno persone italiane che lavorano in questo settore e l’etica nei consumatori si sia persa a causa del consumismo, la richiesta di prodotti con firma italiana continua ad essere alta. Brand rinomati come Prada, Ferrero e Ferrari, ma anche i piccoli artigiani e i liberi professionisti che operano a livello locale, riescono a mantenere il rispetto su scala internazionale ottenuto grazie alla lunga tradizione e all’esperienza dei maestri.

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Made in Italy: un marchio da 420 miliardi di euro

L’indagine “Quale valore del brand Made in Italy nel mondo” – realizzata da Unioncamere in collaborazione con Assocamerestero e la rete delle Camere di Commercio Italiane all’estero – è stata presentata durante il convegno “Italia: un valore nel mondo“. Essa ha coinvolto 3000 rispondenti, tra cui aziende, imprese esportatrici, distributori e fornitori di prodotti, ottenendo buoni risultati. Dai dati riportati, i soli settori trainanti occupano 2,1 milioni di lavoratori per un guadagno di 454 miliardi di euro di fatturato, 105,5 miliardi di valore aggiunto e 193,4 miliardi di export sul totale di 420 miliardi di tutti i settori legati al Made in Italy. Le caratteristiche che all’estero rendono rinomato il marchio italiano sono l’elevata pregevolezza dei materiali, l’iconicità e il design di altissima qualità.

«Raccontare il Made in Italy, oggi, significa raccontare la storia delle persone che alimentano il nostro tessuto imprenditoriale giorno dopo giorno: la storia di due milioni di lavoratori, ed è anche per questo che va sempre più tutelato, promosso e valorizzato» ha detto Andrea Prete, Presidente di Unioncamere.

Cibo e lusso: i brand Made in Italy che trainano il mercato

Il settore agroalimentare costituisce quasi un quarto del PIL nazionale. Secondo un’analisi condotta da Coldiretti, nella prima metà del 2023 il settore alimentare italiano ha raggiunto un valore di 580 miliardi di euro, con circa 4 milioni di lavoratori impegnati in 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila attività della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio. Kinder con 8,212 miliardi di euro e Nutella 3,414 miliardi di euro sono rispettivamente al quarto e all’ottavo posto nella classifica nel report Kantar BrandZ.

Anche il settore del lusso rappresenta una grande ricchezza per l’economia italiana, con un valore complessivo di 44,2 miliardi. Tre sono i brand che compaiono nella Top 10 del Report: Gucci con un valore pari a 26 miliardi, mantiene la propria prima posizione, Prada è sesto con 5,2 miliardi e Fendi settimo con 5,1.

Al di fuori di questi due settori, Enel è al secondo posto nella classifica generale con una crescita del 37% mentre Ferrari è al terzo con un +30% e 10,1 miliardi di dollari di fatturato.

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Alice Pietrella

Sono una webmaster freelance specializzata nella realizzazione siti web con codice CSS ( webopera.it )e un'aspirante giornalista iscritta al percorso dell'associazione italiana di giornalismo costruttivo. Scrivo di Italia e società nei settori del Made in Italy e dello spettacolo. Visita il mio sito web: alicepietrella.it

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