Uno studio di recente pubblicazione, dal titolo “Great Employee Benefit Study 2024”, relativo ai migliori benefit aziendali, ha messo in evidenza l’importanza crescente che il welfare d’impresa sta assumendo per i dipendenti e per le politiche aziendali. Parliamo di un mercato europeo che sta registrando una notevole espansione. Si prevede, infatti, che toccherà quota 43 miliardi di euro entro il 2032 (più 6,5 per cento l’anno).

Dati che testimoniano una maggiore sensibilità da parte del mondo delle aziende verso il benessere dei dipendenti. E che ci permettono, inoltre, di coltivare delle buone speranze per il futuro. I numeri che scorriamo nel report, infatti, dimostrano come investire nel welfare aziendale convenga in primis alle aziende.

L’impennata dei benefit aziendali

Il gruppo di ricerca coordinato dalla ricercatrice Elina Koivisto ha coinvolto lavoratori e datori di lavoro di Regno Unito, Svezia, Finlandia e Italia. Lo scopo del report è stato quello di analizzare il benessere dei dipendenti in relazione agli investimenti aziendali e all’impatto delle nuove tecnologie.

Ciò che emerge dal report è la crescente influenza che i benefit aziendali esercitano sulle scelte dei dipendenti. Secondo l’83,2 per cento dei lavoratori italiani, ad esempio, la prospettiva di un’estensione dei servizi di welfare aziendali basterebbe a far considerare loro l’idea di cambiare posto di lavoro.

Per il 75 per cento dei dipendenti britannici e italiani, i benefit risultano addirittura essenziali; diverso, invece, l’atteggiamento degli svedesi, probabilmente a causa dell’ offerta limitata di strumenti da parte delle aziende. Tuttavia, la migliore testimonianza del successo delle misure di welfare aziendale la forniscono i numeri. Quest’ultimi registrano un aumento annuo del 6,5 per cento, prevedendo il raggiungimento di 43 miliardi di investimenti in welfare aziendale entro il 2032.

Tra le misure di welfare aziendale spicca l’assistenza sanitaria

Dai numeri che abbiamo appena letto ne deriva l’importanza strategica che i benefit hanno assunto in ordine alla permanenza o meno presso un’azienda di un dipendente. Un’attenta valutazione dei benefit più richiesti dai propri dipendenti, è dunque una pratica divenuta ormai sempre più indispensabile per le aziende che vogliono trattenere il loro personale.

Tra queste spicca sicuramente l’assistenza sanitaria. Oltre a quest’ultima troviamo poi la formazione professionale, le tutele assicurative di vario tipo e l’assistenza dei familiari a carico, misura richiesta in particolare in Svezia e Italia.

Stringendo il focus sul nostro Paese, i dipendenti italiani ritengono prioritario che le aziende investano sul welfare aziendale principalmente in cinque campi. Quasi il 21 per cento dei lavoratori ritiene utile introdurre un orario di lavoro più flessibile. A seguire, la possibilità di lavorare maggiormente da remoto; la promozione di un dialogo aperto; l’introduzione o l’implementazione di momenti di svago e relax; infine, la possibilità di fare delle pause-snack per ricaricarsi.

L’aumento dei benefits suggerisce l’emergere di una nuova sensibilità

Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi semplicemente nell’indice dei profitti? Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella vita di una fabbrica?

Queste parole furono pronunciate dall’imprenditore Adriano Olivetti in occasione dell’inaugurazione dello stabilimento di Pozzuoli, in provincia di Napoli, nel 1955. Altra epoca sicuramente e, soprattutto, altri contesti sociali ed economici con cui doversi interfacciare e confrontare. Al di là di questo, però, resta uno “spunto” che può dire ancora oggi qualcosa di importante alla nostra epoca e al mondo dell’impresa.

Ed è l’invito a vedere oltre, a scorgere una “vocazione” nella vita di una fabbrica che non si limiti soltanto al raggiungimento del profitto. A tal proposito, la politica dei benefit aziendali e la spinta crescente che sta facendo registrare, può fornirci un utile suggerimento sulle nuove sensibilità che stanno emergendo.

Infatti, insieme al welfare aziendale è in aumento la consapevolezza che costruire un mondo del lavoro in cui vi sia più attenzione alle esigenze dei dipendenti è una cosa giusta, oltre che conveniente. Dai dati che abbiamo letto, infatti, emerge una situazione che offre una tangibile testimonianza in tal senso.

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Diego Benedetto Panetta

Giurista con specializzazioni in campo notarile, societario e canonistico. Accanto alle norme, una grande passione per la retta filosofia, senza la quale codici e leggi possono ben poco. Autore di tre libri, collabora inoltre con riviste specializzate e testate online, tra cui BuoneNotizie.it.

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