In un periodo dell’anno come il Natale, in cui sono tutti impegnati a scambiarsi regali, i doni offerti unilateralmente esprimono un modo di esistere o di agire che si distingue nettamente da altri. L’economia del dono è una proposta che si sta sviluppando come sistema economico alternativo, attraverso i principi di condivisione e reciprocità. Questo modello, che enfatizza la gratuità nei contatti umani, mira a favorire relazioni più autentiche e cooperative.

Il modello dell’economia del dono può essere fatto risalire alle società matriarcali del Neolitico, ma ne troviamo traccia anche nelle società tradizionali di gran parte del Sud del mondo (v. filosofia “Ubuntu” dell’Africa sub-sahariana). Tuttavia, l’economia del dono è diffusa anche nelle nostre società occidentali, all’interno delle famiglie, delle cerchie di amici e nelle reti di volontariato. Lo scopo delle reti di economia del dono è quello di rendere più manifeste ed estese questo tipo di relazioni umane.

Buonenotizie.it ha intervistato per voi Paolo Malandra, fondatore di una rete di economia del dono che sostiene un approccio graduale di condivisione, ispirato alla natura.

Paolo Malandra ci spiega la differenza tra “dono” e “regalo”

L’ideatore e fondatore di Donare Italia, Paolo Malandra, attraverso l’economia del dono mira a diffondere un modello di relazione umana più vicino al modo in cui la natura ha sempre insegnato a coloro che sono pronti a vederlo. A suo avviso, nel contesto socioeconomico occidentale “non è possibile garantire una vita sana ai propri figli, che assorbono esempi dettati dalla cultura dell’avere, invece che dalla cultura dell’essere.

Malandra, prende ad esempio la ricorrenza del Natale per spiegarci che un dono non ha condizione, non chiede corrispettivo, si tira fuori dal mercato e parla la lingua del cuore. Un regalo è invece un modo di spendere soldi, che nutre un sistema preconfezionato di consumo, legato generalmente ad una ricorrenza particolare. Quando si fa un regalo solitamente ci si aspetta qualcosa in cambio: ecco perché a Natale, si parla infatti di “scambio” di regali.

Come Donare Italia realizza un’economia del dono?

Donare Italia è un progetto di valorizzazione delle relazioni umane attraverso reti locali di economia del dono, in cui si condividono saperi, conoscenze, talento, tempo e oggetti senza l’uso del denaro. Ma si incoraggiano anche i partecipanti ad esprimere bisogni. “Nei gruppi locali, se tutti donano, tutti ricevono”, dice Paolo, ricordando quanto sia cruciale questo principio di reciprocità.

Lo scopo dichiarato è quello di nutrire relazioni armoniche, secondo natura, prive delle condizioni artificiali create dal sistema di mercato in cui vige il “do ut des”, ovvero il dare per ricevere qualcosa in cambio. Gradualmente e in modo del tutto pacifico, si cerca di mettere più energia in questo tipo di economia e toglierne al sistema dei consumi che si attua attraverso il denaro e le relazioni d’interesse.

Le reti locali nascono a seguito di presentazioni dal vivo, si organizzano attraverso il servizio di messaggistica istantanea, Telegram, e si realizzano nelle tante occasioni d’incontro. Contattando il referente locale, ci si iscrive a una delle reti e si entra a far parte di una comunità già esistente. Tutti i dettagli sono presenti nel sito.

Economia circolare e modelli simili: Freecycle e la Banca del Tempo

Sebbene l’economia del dono possa sembrare un concetto nuovo, esistono già delle iniziative che ne condividono alcuni principi, come la Banca del Tempo e Freecycle. Tuttavia, c’è qualcosa su cui Malandra richiama la nostra attenzione, ovvero che la Banca del Tempo lavora con accrediti e addebiti, mentre l‘economia del dono non richiede alcuna contabilità”. In effetti in Donare Italia si esprime solo la volontà incondizionata di condivisione dei partecipanti, attraverso l’offerta di doni materiali e immateriali. Freecycle si dedica al riciclo e alla donazione gratuita di oggetti e rappresenta un esempio concreto di economia circolare. L’economia del dono abbraccia numerosi aspetti della vita quotidiana, andando oltre la semplice offerta di beni materiali da riciclare.

Le sfide del dono in un contesto neoliberista

“L’economia del dono – continua Paolo – potrebbe sembrare un’utopia, ma è una strada concreta per ripensare il nostro modo di vivere. Malandra evidenzia come il sistema di “cosiddetto libero mercato”, profondamente radicato nella società, renda difficile l’evoluzione verso modelli più cooperativi e meno competitivi. Tuttavia, sostiene che una svolta sarà possibile quando le persone riusciranno a scegliere un approccio davvero sostenibile per tutti quanti.

Il futuro dell’economia del dono o “economia naturale”

In un contesto di crescente disuguaglianza, Donare Italia propone l’economia del dono come alternativa alla costruzione di una società più egualitaria, incentrata sulle relazioni e non sul profitto. “L’economia naturale promuove l’armonia tra uomo e natura”, spiega Paolo, che sottolinea come questo modello non richieda sacrifici, ma il ritorno a uno stile di vita autentico. La sfida per Donare Italia è diffondere questi principi, ridurre la dipendenza dai sistemi economici tradizionali e promuovere un cambiamento sociale duraturo.

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Enrico Morichelli

Adoro le montagne, lo sport e i luoghi selvaggi, gli angoli remoti e poco conosciuti del mondo. Trovo gioia nel conoscere persone nuove e imparare da ciascuna di esse, così come da ogni viaggio che intraprendo. Sono un aspirante pubblicista del percorso formativo DiventareGiornalista.it.

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