Con l’inizio del nuovo anno accademico, si rinnova anche il dibattito sui costi della scuola, in particolare su quelli per l’acquisto dei libri scolastici. L’inflazione dell’ultimo anno non ha risparmiato neanche questo ambito di spesa per le famiglie italiane, ma la buona notizia è che il caro libri si attesta su livelli inferiori alla media di altri beni e servizi.

Quanto si spende mediamente per l’acquisto di libri scolastici?

Secondo Federconsumatori, in Italia la spesa media per i libri scolastici obbligatori più dizionari si aggira intorno ai 502 euro per studente, con un incremento al di sotto del 4% rispetto al 2022. Trend percentuale inferiore a quello dell’inflazione, che a luglio scorso si è attestata al 5,9%. Secondo l’Associazione Italiana Editori (AIE), l’incremento è dovuto a una serie di fattori, tra cui l’aumento dei costi di produzione (la carta è una delle materie prime che ha subìto tra gli aumenti più vertiginosi registrati negli ultimi due anni) e la necessità di adeguare i testi alle nuove linee guida ministeriali. Tuttavia, sempre l’AIE sottolinea che i costi dei libri scolastici in Italia rimangono inferiori a quelli di altri paesi europei, come la Francia o la Germania in cui la spesa media per i libri si attesta tra i 600 e i 700 euro a studente.

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Misure di contenimento del costo dei libri scolastici

In Italia, una misura che contribuisce a tenere calmierati i prezzi dei libri scolastici è l’esistenza dei cosiddetti “tetti di spesa”, normativa introdotta nel 2012 in attuazione della riforma Gelmini del 2008. Si tratta di importi definiti dal Ministero dell’Istruzione come prezzo massimo complessivo della dotazione di libri previsti dalle varie discipline per un dato anno accademico. Per esempio, per le scuole secondarie di primo grado il limite fissato è di 294 euro per la prima classe, 117 euro per la seconda e 132 per la terza.

Nel nostro paese, un altro strumento di contenimento del costo dei libri scolastici è il cosiddetto “bonus libri”, che consiste in un contributo economico, voucher o rimborso a vantaggio dei nuclei familiari con reddito medio-basso, che dichiarano un valore di ISEE inferiore a determinate soglie. Lo strumento è in gestione alle Regioni e ai Comuni che stabiliscono in autonomia le proprie regole di attribuzione ed erogazione del bonus. Seppure intenzionalmente valido, tuttavia il contributo interessa solo una minima parte della popolazione studentesca.

Cosa si potrebbe fare di più e meglio?

Le misure ad oggi disponibili in Italia non risultano pienamente sufficienti a risolvere il problema del costo dei libri scolastici per alleggerirne l’incidenza sulle spese di una famiglia media. È necessario trovare soluzioni più strutturali e smorzare le causa all’origine. Per esempio, intervenendo sui costi di produzione dei libri oppure limitando la tendenza a rinnovare annualmente le edizioni, evitando piccole integrazioni e minime revisioni di contenuti.

Un intervento strutturale e valevole per tutte le famiglie – indipendentemente dai livelli reddituali – è quello chiesto a gran voce dalle associazioni del mondo dell’editoria, che propongono di includere la spesa per i libri scolastici tra quelle detraibili, alla pari delle spese mediche e sportive.

Come stimolo al ribasso dei prezzi, potrebbe risultare vantaggioso anche eliminare il vincolo normativo che vieta a supermercati, ipermercati e piattaforme digitali di praticare sconti superiori al 15% del prezzo di copertina. Significherebbe aumentare la concorrenza nella vendita dei libri scolastici a vantaggio delle famiglie e degli studenti.

Infine, un’altra azione che ridurrebbe l’impegno richiesto per l’acquisto di libri scolastici potrebbe essere la promozione dell’utilizzo di strumenti digitali per la didattica: come per esempio i cosiddetti e-book, funzionali perché facilmente aggiornabili, accessibili da PC o tablet senza dispendio di carta e inchiostro.

Alcuni suggerimenti per risparmiare sui libri scolastici

In attesa che Governo e associazioni di categoria si mettano d’accordo… Ecco alcuni suggerimenti per risparmiare sul costo dei libri scolastici, senza rinunciare alla qualità dell’istruzione:

  • acquistare i libri usati, approfittando di rivenditori specializzati, disponibili anche online;
  • vendere libri usati, avendo cura di mantenerli in ordine e fruibili dai nuovi utilizzatori;
  • laddove possibile, scegliere le stesse scuole dei figli maggiori e sperare di poter riutilizzare gli stessi libri anche per cicli scolastici diversi!

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Maria Ciraolo

Professionista nel mercato della GDO e della farmacia, osservo il mondo con un occhio di riguardo per le dinamiche sociali, economiche e relazionali. Guardo ai fenomeni considerando soprattutto i loro impatti diretti sulla famiglia. Grazie al Laboratorio di Giornalismo Costruttivo sto scoprendo un nuovo modo (possibile) di fare informazione.

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