Come diventare un libero professionista e avviare la propria attività

di 7 Dicembre 2017Agosto 11th, 2020Lavoro

Oggi trovare un lavoro non è facile: o almeno, non lo è se si rimane ancorati alle vecchie concezioni di lavoro a tempo indeterminato. Al momento, infatti, le congiunture economiche e la crisi hanno mutato faccia al mercato del lavoro: sempre più spesso, gli italiani preferiscono cercare delle soluzioni alternative alla classica assunzione, riflettendo sulle opportunità concesse dalla libera professione. Non è soltanto un modo per arrivare a fine mese, ma anche una vera e propria filosofia di pensiero: chi sceglie di diventare un libero professionista, lo fa anche per tutti i vantaggi che questa strada porta con sé. Ecco che oggi vi spiegheremo come diventare liberi professionisti e avviare la vostra attività.

Diventare libero professionista: come fare?

La prima cosa è riflettere sui vostri talenti, o in alternativa studiare per appropriarvi di un certo bagaglio di conoscenze. Ciò è indispensabile per avere qualcosa da offrire a un mercato avido di quel bene o servizio. È anche la fase più difficile, perché poi la strada è in discesa. Fatta eccezione per il fisco: dovrete infatti aprire una partita iva per mettervi in regola, superati i 5.000 euro di reddito annui. A livello pratico, a parte le vostre idee e le vostre intuizioni, vi servirà solamente un buon computer e una buona connessione: in questo caso potrete affidarvi a Linkem e alle sue offerte Internet pensate per chi ha la partita iva. Poi, dovrete farvi pubblicità e cominciare con i primi clienti, puntando molto anche sul passaparola. Oppure potete cercare tra le offerte di lavoro per liberi professionisti su Jooble, uno dei più popolari siti per la ricerca di lavoro.

Libera professione: una scelta di vita?

Ogni scelta comporta dei sacrifici, nel nome di un guadagno. Ecco che la libera professione si adatta perfettamente a questa linea: si tratta di una scelta di vita votata all’indipendenza. Indipendenza che consente di pianificare il lavoro senza dover rendere conto a qualcun altro. Inoltre, il lavoro autonomo permette la creazione di network fra liberi professionisti e aziende: in pratica, chi sceglie questa via non sarà mai lasciato da solo, anzi. Va da sé che anche la libera professione ha le sue spine: i freelance lavorano più dei dipendenti, ma gli stimoli consentono di assorbire la fatica.

Quali sono i vantaggi di una vita da freelance?

Un freelance è padrone dei propri orari e dei propri spazi: lavora quando dice lui, e lavora dove dice lui. Inoltre, come libero professionista verrà premiato dalla meritocrazia, e non sottoposto alle logiche di avanzamento di carriera aziendali (spesso molto limitate). La remunerazione media è più alta, ma questo è anche dovuto al fatto che lavora per più ore: comunque le prospettive di guadagno consentono sempre di spostare più in là l’asticella. Poi, vanno messi in conto anche i vantaggi psicologici e motivazionali: la soddisfazione che si ottiene avendocela fatta da soli, è qualcosa di unico al mondo.

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Un Commento

  • Barbara Reverberi ha detto:

    Interessante punto di partenza che va nella direzione del progetto che abbiamo creato con un Gruppo di #freelance a Milano.
    Obiettivi: sostenersi per non sentirsi soli e creare sinergie di valore per fare networking.
    Presto nuovo sviluppo e intanto il nostro Gruppo cresce e si alimenta.

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