Una petizione online partita dal basso è arrivata fino ai palazzi della politica.

La petizione nata online nel febbraio 2020 “Lo stagista frust(r)ato” creata dai Giovani Democratici della città di Milano, per mettere mano in modo definitivo alla riforma dello stage nel mondo del lavoro come politica di accesso alle professioni per i più giovani, ha raccolto finora circa 40mila firme.

La trasformazione dello stage

I giovani democratici nella petizione argomentano di come lo stage sia una pratica utilizzata da molte aziende in cui la manodopera viene retribuita poco o addirittura nulla.

La petizione online mette in risalto come l’uso indiscriminato del tirocinio sia aumentato drasticamente in questi anni: “Dal 2014 i tirocini extracurricolari sono quasi raddoppiati fino a circa 370mila l’anno – si legge nel testo della petizione. – Sei mesi dopo la fine di uno stage, meno di uno stagista su dieci è assunto a tempo indeterminato: gli altri hanno contratti precari, sono di nuovo in stage o ancor peggio sono rimasti a casa”.

La petizione in Senato

La proposta di cambiare lo stage è stata presentata giovedì 1 aprile 2020 (termine ultimo per presentare l’emendamento) in Senato insieme ad altri 1.126 emendamenti, cambiamento chiesto non solamente dai giovani democratici, ma anche da vari esponenti politici (Laura Garavini di Italia Viva, Wanda Ferro, di FdI e Chiara Gribaudo del PD).

I giovani democratici avevano chiesto al ministro del Lavoro Nunzia Catalfo (27 aprile 2020) di inserire nel decreto Cura Italia (17 marzo 2020, n. 18) delle risorse per gli stagisti: un indennizzo per ogni mese in cui non hanno percepito il rimborso spese, rivendicando che si sono trovate misure economiche per tutti, ma non per i giovani che hanno questo tipo di accordo lavorativo e formativo.

Gli stagisti nell’anno del Covid

Nell’anno della pandemia, tra le varie migliaia di lavoratori, gli stagisti hanno pagato il prezzo più alto. Come citato nel paragrafo della petizione “Stage non è apprendistato”, dove si è spiegata la differenza tra contratto stage e apprendistato, molti stragisti si sono trovati sospesi il tirocinio in molte regioni italiane.

Giovani nel 2021: la voce non si abbassa

Dopo la delusione nel 2020 in cui l’emendamento sullo stage era stato accantonato, i giovani democratici non si sono arresi e hanno portato avanti la petizione raggiungendo 40mila firme via web.

Il 15 marzo 2021 con grande soddisfazione i Giovani Democratici hanno commentato così la scelta della Camera dei Deputati di prendere in considerazione la riforma dello stage“ È stata un’emozione immensa per noi ventenni, poter parlare nel luogo della democrazia, un luogo in cui la nostra generazione non è rappresentata e non ha voce”.

La battaglia per difendere i propri diritti nel mondo del lavoro è solo all’inizio.