I risultati di un sondaggio condotto dall'Università dell'Insubria apre una riflessione sul lavoro di chi produce informazione. Ma non tutto è perduto, anzi...

Un sondaggio condotto dall’Università dell’Insubria ha misurato la fiducia nelle istituzioni, nelle professioni, e sui motivi per cui l’informazione non coinvolge più come prima. Dal campione di 1.106 persone che hanno risposto al sondaggio su fiducia nelle istituzioni, nelle professioni e nei media, non esce un quadro molto confortante. È vero che il test è stato effettuato in un periodo in cui si attende ancora la formazione di un governo a distanza di due mesi dalle elezioni, ma i risultati sono in linea con sondaggi simili effettuati in Nord Europa e Stati Uniti.

Possiamo dunque parlare di una crisi globale, non solo italiana, quella che coinvolge alcune istituzioni, come quelle statali, e alcune professioni, in particolare quelle che riguardano i media, su cui il sondaggio si è focalizzato con una terza domanda per scoprire perché non ci si informa più.

Ne risulta un quadro non proprio positivo quello che indica la fiducia verso la professione giornalistica tra i più bassi, ottenendo solo l’8,2% delle risposte del campione, subito dopo i parrucchieri, con l’8,3%. Per non parlare dei blogger, ultimi nella classifica, con l’1,1%. Dati non così diversi . . .

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