L’edizione 2025 del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia (IJF25) si è appena conclusa, lasciando dietro di sé non solo una serie di incontri e dibattiti di alto livello, ma anche una direzione chiara: il giornalismo costruttivo non è più un’alternativa, ma una necessità. Con la sua XIX edizione, l’IJF25 ha ribadito la propria centralità nel panorama internazionale, ponendosi come spazio di riflessione e sperimentazione attiva su nuove pratiche editoriali capaci di ricostruire il rapporto tra informazione e cittadini.

In un’epoca segnata da disinformazione e crescente disinteresse verso l’attualità, una delle domande centrali è: come riconquistare i lettori? Una risposta arriva proprio da Perugia, con panel mirati e studi di caso che affrontano la sfiducia e la fatica informativa non solo come problemi da denunciare, ma come sfide concrete a cui rispondere.

Le edizioni passate del Festival Internazionale del Giornalismo

Il tema dell’evitamento delle notizie, un fenomeno crescente legato alla saturazione informativa, alla negatività costante e al senso di impotenza generato da certi contenuti, non è nuovo al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. Già nell’edizione 2022 si parlava della necessità di decolonizzare la copertura globale, rendere più accessibili i contenuti e affrontare le disuguaglianze di genere nel giornalismo. Ma è proprio il 2024 che ha rappresentato un punto di svolta con il panel 7 strategie pratiche per affrontare l’allontanamento dalle notizie.

In quell’occasione, esperti e redazioni avevano individuato i primi strumenti per contrastare l’allontanamento emotivo del pubblico dalle notizie, ponendo le basi per esperimenti editoriali orientati al benessere informativo. Una direzione che si intreccia oggi con i principi del giornalismo costruttivo, sempre più presente nell’agenda del festival.

Si è parlato molto di come, per riconnettersi davvero con i lettori, oggi il giornalismo ha bisogno di un nuovo approccio: raccontare storie complesse in modo più chiaro, offrire contenuti che aiutino a capire il mondo senza far sentire inadeguati. Servono narrazioni potenti, umane e riconoscibili, capaci di ispirare. Spazio a notizie positive, che accendano la speranza, e a team editoriali più diversificati, per garantire rappresentanza. Le notizie dovrebbero proporre soluzioni, non solo problemi, ed essere raccontate con formati digitali coinvolgenti.

Questi principi si allineano perfettamente con i valori del giornalismo costruttivo. È in continuità con questa visione, infatti, che nasce uno degli incontri chiave del Festival del Giornalismo di Perugia: “Bringing readers back: real world tactics for combatting news fatigue”, una sessione che propone soluzioni concrete per rinnovare il rapporto con chi ha smesso di leggere o si è disaffezionato al giornalismo.

Quattro strategie per riportare il pubblico alle notizie

Moderata da Nic Newman del Reuters Institute, la tavola rotonda ha visto protagonisti Angela Pacienza (The Globe and Mail, Canada), Inanna Lallerstedt (Svenska Dagbladet, Svezia) ed Ellen Heinrichs (Bonn Institute, Germania). I tre esperti hanno condiviso esperienze e risultati di redazioni che stanno realmente cambiando approccio per rispondere al calo di fiducia e motivazione del pubblico.

Ecco quali sono le quattro strategie da applicare per riportare il pubblico alle notizie:

  1. Raccontare storie di valore umano: il Globe and Mail ha introdotto nuovi ruoli redazionali, come il Happiness Reporter e il Time Reporter, per proporre contenuti centrati su benessere, salute mentale e vita quotidiana. L’obiettivo è bilanciare la sovrabbondanza di notizie negative con storie che ispirano, informano e rassicurano, senza rinunciare alla profondità giornalistica.
  2. Cambiare la presentazione delle notizie: un’altra innovazione introdotta dal quotidiano canadese è stata la riorganizzazione del sito, dove sezioni costruttive come Vivere Meglio sono posizionate accanto alle breaking news, creando un’esperienza di lettura più armonica e meno opprimente. Anche l’uso delle notifiche è stato rivisto per ridurre il senso di ansia informativa.
  3. Semplificare e personalizzare con nuovi formati: l’esperienza di SvD Kompakt, spin-off digitale di Svenska Dagbladet, ha dimostrato come formati brevi ma curati possano attirare nuovi lettori, in particolare tra i giovani. L’applicazione consente un consumo leggero delle notizie, senza rinunciare al contesto e all’autorevolezza: 50.000 nuovi abbonati in un anno, il 63% dei quali mai lettori prima.
  4. Coinvolgere il lettore anche sul piano emotivo: il contributo di Ellen Heinrichs ha messo in luce un aspetto spesso ignorato: la fiducia non si costruisce solo con la correttezza dei fatti, ma anche con la cura delle emozioni del lettore. Il Bonn Institute ha aiutato varie redazioni a progettare contenuti che parlano anche al cuore, in grado di generare connessione, empatia e senso di comunità.

Dalla teoria alla pratica, l’IJF25 ha offerto un ventaglio di soluzioni testate e replicabili per combattere la crisi di fiducia nei confronti delle notizie. Le quattro strategie emerse rappresentano una bussola per il futuro del giornalismo. Perché riportare i lettori al centro non è un atto nostalgico, ma una rivoluzione silenziosa e necessaria per ridare senso, rilevanza e respiro all’informazione.

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Eva Ricevuto

Dottoressa in NTA, giornalista pubblicista e critica cinematografica. Sono una voce emergente nel giornalismo culturale con una profonda passione per il cinema, l'arte e lo spettacolo, il femminismo e le tematiche di genere. Amo sperimentare, intrecciare progetti diversi e dare voce a storie che meritano di essere raccontate.

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