Si dice che i numeri parlino e oggi ho deciso di lasciare loro la parola. L’ultimo Digital News Report, redatto dal Reuters Institute dell’Università di Oxford, ha analizzato il mondo dei media e come questi vengono percepiti dagli utenti, confermando quello che per noi di BuoneNotizie.it è un fatto ormai consolidato: il mondo dell’informazione deve cambiare.

A livello mondiale, la fiducia nei media si attesta al 40%, scendendo addirittura al 36% nel caso dell’Italia. Il motivo di tanta sfiducia? Ti fideresti di una persona che ti assilla ogni giorno parlando solo di problemi, usando intenzionalmente parole forti per impressionarti, senza aiutarti a trovare soluzioni alle difficoltà? Probabilmente no, ma non sei il solo.

Come riporta il report, il 33% degli intervistati italiani evita le notizie a causa dell’effetto negativo che queste hanno sul proprio umore, il 39% afferma di sentirsi logorato dall’enorme quantità d’informazioni drammatiche, mentre il 29% le giudica non utili per migliorare la propria vita.

Ma c’è di più. A livello globale, sempre più utenti traggono informazioni da social come Facebook e TikTok, pur nella consapevolezza dei rischi insiti in questo genere di piattaforme. Il 58% degli intervistati, infatti, esprime il timore d’incappare in informazioni false o fuorvianti, segno che i social non rappresentano tanto una scelta dettata dalla fiducia, quanto dalla delusione verso i media tradizionali.

L’appeal di queste realtà virtuali, tuttavia, ha anche una radice psicologica. Secondo il report, la condivisione delle notizie offerta dai social, oltre a informare, funge da collante sociale, favorendo socializzazione e senso di comunità.

Tutto questo ci indica cosa cercano gli utenti dal mondo dell’informazione: affidabilità, empatia, senso critico, toni moderati, assenza di catastrofismo, analisi dei problemi e possibili soluzioni replicabili dai cittadini, ossia i capisaldi di BuoneNotizie.it.

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Carlotta Sganzerla

Carlotta Sganzerla Mantovani

Mi sono laureata in filosofia per cercare di comprendere il fondamento dei fenomeni, la dimensione morale, portandomi ad analizzare questioni inerenti la società e le nuove tecnologie. Abbraccio questi temi prospettando soluzioni alla complessità della realtà. Da qui la mia scelta del giornalismo costruttivo. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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