Innovazione

Pc riciclati: soluzioni a confronto

di 10 Settembre 2004Gennaio 5th, 2021No Comments

Ogni monitor, stampante o computer venduto in California costerà 10 dollari in più del listino e la somma sarà destinata al riciclaggio, nel senso che quella cifra verrà restituita a chi porti quelli negli appositi centri di raccolta. E’ lo stesso meccanismo già in vigore in molti Stati americani per incentivare la raccolta delle lattine vuote di bevande.
L’iniziativa è meritoria, anche perché ormai la vita media dei pc è scesa a 3-4 anni e di quelli vecchi non si sa che cosa fare; se poi fossero banalmente buttati in discarica trascinerebbero con sé un bel po’ di sostanze nocive. Spesso poi le discariche sono nei paesi del Terzo Mondo, lontano dagli occhi. Non è detto tuttavia che quella adottata in California sia la soluzione migliore, fanno osservare gli ambientalisti perché non è previsto un vero incentivo a ridurre in partenza l’inquinamento. In sostanza potrebbe finire per essere solo una tassa supplementare. In realtà quasi tutti i materiali di cui è fatto un computer sono riutilizzabili con profitto e persino il rivestimento di gomma dei cavi, ridotto a palline minuscole, può servire ad ammorbidire il fondo degli impianti sportivi. Per non dire del rame e dell’oro dei contatti elettrici. Ma perché il riciclo sia conveniente occorre che sia facile e rapido: in caso contrario il disassemblaggio risulta troppo oneroso. E’ su questo fronte che le aziende costruttrici dovrebbero esercitare il massimo impegno. La normativa europea che obbliga le aziende costruttrici a prendere indietro l’usato è un buon modello perché le spinge a ottimizzare la progettazione, prevedendo non solo la facilità di montaggio, ma anche quella di smontaggio successivo. Un caso esemplare di responsabilità verso l’ambiente è quello della Hp che in America ritira qualsiasi apparato, anche di altre marche, e ne cura lo smaltimento pulito.

Silvio Malvolti

Silvio Malvolti

Ho fondato BuoneNotizie.it nel 2001 con il desiderio di ispirare le persone attraverso la visione di un mondo migliore. Nel 2004 ho costituito l'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo, che oggi gestisce questa testata: una sfida vinta e pluripremiata.

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