Le terapie antitumorali oggi permettono di rendere il cancro una malattia curabile. Nella maggior parte dei casi il trattamento è una combinazione di terapie classiche, come radio e chemio, e terapie più moderne frutto di anni di ricerca. La novità in campo medico è proprio la ricerca di alternative che possano migliorare il tasso di pazienti guariti dal male del secolo.

Incidenza e sopravvivenza

Nel primo anno post pandemia si è riscontrato un lieve aumento di casi di tumore in Italia. Il rapporto “I numeri del cancro 2022” indica però che i dati sono dovuti alla diminuzione di campagne di screening e diagnosi a causa del Covid, all’invecchiamento della popolazione e alla tendenza a non frequentare gli ospedali per il timore di contagio. Questo ha fatto sì che molti nuovi casi di tumore si siano scoperti adesso. La ricerca però non si è mai fermata e si stima che ad un aumentare di nuovi casi corrisponda un aumento di sopravvivenza in rapporto ai numeri in crescita. Prendiamo il tumore polmonare, uno dei più frequenti tra uomini e donne. Nonostante sia aumentata la percentuale di pazienti affetti da questo male, la ricerca in continuo progresso ha determinato l’aumento di diagnosi mirate all’eliminazione delle mutazioni cellulari attraverso farmaci a bersaglio molecolare.

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La prevenzione resta un’arma preziosa per anticipare e scovare precocemente malattie e soggetti a rischio. Ma è fondamentale innovare la risposta implementandola con sempre nuove forme di cura: come la diagnosi di precisione. Si è individuato un progressivo miglioramento nei soggetti che si sono sottoposti a terapie su misura.

Terapia antitumorale di precisione

Il tumore è una patologia caratterizzata dalla crescita incontrollata di cellule anomale. La vera rivoluzione si è avuta nella diagnosi con il Next Generation Sequencing (NGS). Il sequenziamento del DNA del singolo paziente è diventata una prassi comune per realizzare una terapia mirata. Grazie all’individuazione di alterazioni delle cellule del DNA si crea un identikit molecolare della malattia in corso. Conoscere il cancro nello specifico può aiutare l’oncologo ad attaccarlo con farmaci selettivi in grado di controllare e fermare la crescita tumorale in maniera mirata. “Si stima che il 25% dei pazienti possa essere candidato a un trattamento a bersaglio molecolare” spiega Antonio Russo, oncologo e docente dell’Università di Palermo. “Oggi le informazioni cliniche più ampie riguardano il tumore al polmone, dove sono già registrati e rimborsati farmaci mirati ad alterazioni“, continua.

Dal momento che non tutti i tumori presentano le stesse mutazioni, diventa utile sviluppare farmaci che agiscano su categorie specifiche di mutazioni cellulari e non sullo specifico organo. In molti centri specializzati sono già presenti i Molecular Tumor Board (MTB), ovvero dei gruppi multidisciplinari di specialisti che scelgono il campione da analizzare e interpretano i dati molecolari.

L’immunoterapia agisce dall’interno

L’immunoterapia non è una cura per il cancro, ma è un sostegno integrativo alle terapie classiche. Consiste nell’utilizzo di farmaci che risvegliano il sistema immunitario stimolandolo ad attaccare le cellule indesiderate. Non può agire direttamente sul tumore, ma rafforza un sistema che può combatterlo. I linfociti T, responsabili dell’attacco alle cellule tumorali, spesso vengono disattivati durante la malattia e non funzionano come dovrebbero. Il compito dell’immunoterapia è proprio quello di riattivare le cellule responsabili della difesa dell’organismo per farle lavorare a proprio vantaggio interferendo col meccanismo del tumore. Al momento questi farmaci sono utilizzati nella cura di diverse patologie tra cui il cancro della pelle, del polmone e il linfoma di Hodgkin, tutti molto diffusi. Il vantaggio dell’associazione tra chemio e farmaci immunologici, è la possibilità che i linfociti riconoscano le cellule tumorali come bersagli di precisione bloccandone la crescita. “Il sogno degli oncologi” afferma il Presidente dell’Associazione Italiana Oncologia Medica.

Cosa ci riserva il futuro delle terapie antitumorali

Soltanto i prossimi studi ci diranno cos’altro ha in serbo la ricerca oncologica. L’ultima conquista nel campo delle terapie antitumorali di precisione è la teragnostica. Gli specialisti si stanno concentrando sull’utilizzo di radiofarmaci per la cura dei tumori. La Commissione Europea ha dato il via libera alla terapia. Una cura radiometabolica si basa sulla medicina nucleare, sono già sei i farmaci disponibili nella pratica clinica: l’ittrio-90, l’olmio-166 e il radio-223. È l’emblema di uno dei più innovativi modelli di personalizzazione delle cure frutto di un’attenta valutazione del Molecular Tumor Board.

Il professor Marco Maccauro che si occupa di medicina nucleare all’IRCCS Fondazione Istituto Nazionale Tumori Milano precisa come l’efficacia di questxa soluzione sia nel “trovare la cura più indicata per i singoli pazienti tenendo conto della storia clinica di ognuno di loro, oltre che delle caratteristiche biologiche specifiche di ogni forma di cancro. La radioterapia viene utilizzata per i tumori diventati resistenti, che non rispondono ad altre forme di trattamento o che si trovano in aree in cui altrimenti sarebbe difficile intervenire“.

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Flavia Santilli

Studio presso l'Università degli Studi de L'Aquila. Ho collaborato con diverse testate. Sportiva agonista e istruttrice di nuoto. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. E tu cosa stai aspettando?

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