Amazon entra nella corsa allo spazio lanciando in orbita i primi due satelliti Kuiper per la connessione internet globale. I risvolti positivi riguardano il raggiungere popolazioni più svantaggiate perché lontane dai centri di collegamento alla rete mondiale.

Amazon ha compiuto un importante passo avanti nella sua ambizione di fornire internet a banda larga in tutto il mondo tramite una rete di satelliti. Il 6 ottobre, la società fondata da Jeff Bezos ha lanciato i suoi primi due satelliti prototipo, chiamati KuiperSat-1 e KuiperSat-2. I due veicoli spaziali prendono il nome dal progetto Kuiper che prevede di costruire e distribuire oltre 3.200 satelliti in orbita bassa entro il 2029. L’obiettivo è offrire una connessione internet veloce e affidabile a milioni di persone che vivono in aree remote o scarsamente servite dalle infrastrutture terrestri, come le zone rurali, le isole o le regioni in via di sviluppo.

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La sfida di Amazon

Amazon ha fondato l’azienda Blue Origin che si occupa del lancio in orbita dei satelliti. In questo modo entra di fatto nella competizione con altri operatori che stanno già realizzando o progettando costellazioni simili, come SpaceX, OneWeb, Telesat e i cinesi di China Satcom e Galaxy Space. Secondo le stime, il mercato della parte internet relativa allo spazio orbitale potrebbe valere oltre 400 miliardi di dollari entro il 2040.

I benefici e i risvolti positivi del progetto Kuiper sono molteplici. Innanzitutto, si tratta di una grande opportunità per ridurre il divario digitale e promuovere l’inclusione sociale, l’istruzione, la sanità e lo sviluppo economico delle popolazioni più disagiate. Inoltre, la rete satellitare potrebbe migliorare la resilienza e la sicurezza delle comunicazioni in caso di emergenze, calamità naturali o attacchi informatici. Infine, il progetto Kuiper potrebbe stimolare l’innovazione tecnologica e creare nuovi posti di lavoro nel settore spaziale.

I risvolti del lancio dei satelliti in orbita

Tuttavia, il lancio in orbita dei satelliti Amazon non è privo di sfide e criticità. Una delle principali è quella di gestire l’aumento di scorie nello spazio, che potrebbero creare problemi di inquinamento, interferenze e collisioni con altri oggetti orbitanti. Per questo motivo, Amazon ha dichiarato di aver adottato misure per ridurre l’impatto ambientale dei suoi satelliti, come l’utilizzo di materiali ecocompatibili, il rispetto delle normative internazionali e la previsione di una dismissione sicura a fine vita. Inoltre, il progetto Kuiper dovrà affrontare le sfide legali e regolatorie legate alla gestione delle frequenze radio e alla coordinazione con gli altri operatori spaziali. Esattamente come avviene per le frequenze radiofoniche, televisive e della rete cellulare, devono essere assegnate delle frequenze specifiche (spettro) per ogni operatore. Allo stesso modo anche le frequenze su cui trasmettono i satelliti devono essere regolamentate. Amazon ha già avuto dei contrasti con SpaceX per la definizione delle orbite e delle frequenze dei rispettivi satelliti. Per evitare conflitti e garantire una convivenza pacifica nello spazio, sarà necessaria una maggiore cooperazione e armonizzazione tra le diverse parti interessate.

Amazon ha dimostrato di avere grandi ambizioni e risorse per entrare nella corsa allo spazio. Il lancio dei primi due satelliti Kuiper è solo l’inizio di un lungo percorso che potrebbe cambiare il modo di comunicare sul pianeta. Ma per realizzare questa visione, Amazon dovrà anche affrontare le sfide tecniche, etiche e sociali che un progetto così ambizioso, comporta.

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Francesco Ravenda

Francesco Ravenda, informatico. Appassionato di gestione aziendale e di podcast, attento alle dinamiche sociali, mi piace informare, raccontando. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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