Nel 2026 il nuovo aeroporto di Firenze sarà il primo al mondo ad ospitare un vigneto sul suo roof-top grazie al progetto dello Studio di architettura di fama internazionale Rafael Viñoly Architects. Probabilmente sarà il primo aeroporto al mondo che produrrà un vino tutto suo, grazie all’utilizzo dei sistemi green-roof  e alla bioarchitettura.

Cos’è la bioarchitettura e cosa sono i sistemi green-roof?

La bioarchitettura è un approccio architettonico che impronta la progettazione e la costruzione degli edifici in considerazione degli aspetti ecologici legati alla scelta dei materiali e all’ottimizzazione delle risorse naturali. Questa tendenza, oltre a mirare al risparmio energetico e alla tutela dell’ambiente, è finalizzata al riavvicinamento dell’architettura al rispetto della vita umana e al benessere psicofisico dell’individuo. Gli individui sono, quindi, coloro che abitano i luoghi e usufruiscono degli spazi legati alla collettività. 

Riscopri anche tu il piacere di informarti!

Il tuo supporto aiuta a proteggere la nostra indipendenza consentendoci di continuare a fare un giornalismo di qualità aperto a tutti.

Sostienici

I sistemi green-roof rappresentano una delle principali strategie adottate nella bioarchitettura per ridurre l’impatto ambientale degli edifici. Creando dei veri e propri “tetti verdi” queste soluzioni prevedono l’utilizzo del verde per coprire le superfici dei fabbricati. Si tratta di una formula innovativa che, pur avendo radici nel passato, oggi è largamente implementata.

I sistemi green-roof, infatti, sono utilizzati sin dall’antichità e distribuiti in tutto il globo, a diverse altitudini e latitudini e in diversi periodi storici. Già nell’antica Roma venivano utilizzati: la copertura della Domus Aurea nel Parco Archeologico del Colosseo, infatti, ne è un esempio. In Sardegna, invece, si trovano le Domus de Janas (case delle fate), costruite addirittura in epoca pre-nuragica. Quando si parla di bioarchitettura in Italia, l’immagine che balza subito agli occhi è quella del famoso Bosco Verticale, progettato dall’architetto italiano Stefano Boeri a Milano.

Il nuovo Aeroporto Internazionale di Firenze “Amerigo Vespucci” avrà come tetto un vigneto

Nella progettazione degli edifici con l’approccio della bioarchitettura, i sistemi green-roof sono ormai utilizzati su ampia scala in tutto il pianeta, ma il primo aeroporto al mondo che produrrà un suo vino sarà italiano. Il nuovo terminal internazionale dell’aeroporto “Amerigo Vespucci” di Firenze ospiterà quasi 8 ettari di vigneto sul suo tetto. Secondo il progetto realizzato dal noto studio di architettura Rafael Viñoly Architects, con sede a New York, i lavori di realizzazione saranno divisi in due momenti e inizieranno presumibilmente nel 2026.

Bioarchitettura e sistemi green-roof: il nuovo aeroporto di Firenze ospiterà un vigneto

Fonte: sito studio Rafael Viñoly Architects (https://vinoly.com)

Il tetto verde inclinato a vigneto renderà omaggio al paesaggio toscano fornendo al contempo infrastrutture e servizi urbani che miglioreranno il contesto urbano più ampio. Dalla presentazione ufficiale del sito dello studio di progettazione si evince che «Lo schema architettonico sembra prendere uno dei vigneti che sono uno spettacolo comune nella zona e lo stacca parzialmente da terra per contenere l’edificio del terminal sotto di esso. Il design del nuovo aeroporto crea anche un senso del luogo e migliora l’esperienza dei passeggeri». Il green-roof dell’intera struttura, oltre a garantire standard ecosostenibili a livello strutturale e ambientale, sarà progettato anche per essere produttivo e funzionale. Secondo i progettisti, i vigneti posizionati sul tetto, saranno coltivati da aziende locali specializzate e anche la vinificazione e l’affinamento saranno effettuati in cantine sotto i tetti verdi dell’aeroporto.

Oltre ad essere un’ode alla tradizione vinicola toscana e un biglietto da visita per Firenze e l’Italia, la realizzazione del nuovo aeroporto sarà una sfida che dovrà tener conto di diversi aspetti: dalla sicurezza degli aeromobili, a quella dei passeggeri, passando per i vigneti stessi. Le sfide tecniche da affrontare non mancheranno e, solo alla fine dei lavori, vedremo se ne sarà valsa veramente la pena.

Quello che è certo è che in futuro grazie all’utilizzo della bioarchitettura, dei sistemi green-roof e attraverso l’implementazione di tecnologie sempre più sostenibili si potrà garantire una rigenerazione urbana a basso impatto energetico e ambientale. Un vero e proprio investimento sul futuro.

Condividi su:
Avatar photo

Marco Russo

Laureato in Scienze, Culture e Politiche della Gastronomia seguo e studio il mondo dell'agroalimentare e dell'enogastronomia. Aspirante giornalista pubblicista tratto inoltre temi legati all'attualità, all'arte e allo sport. Seguo il corso di giornalismo dell'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo.

Riscopri anche tu il piacere di informarti!

Il tuo supporto aiuta a proteggere la nostra indipendenza consentendoci di continuare a fare un giornalismo di qualità aperto a tutti.

Sostienici