Sentire meno caldo durante il periodo estivo, indossando un particolare tessuto per contribuire, al tempo stesso, a diminuire i problemi ambientali, è possibile? Sì, secondo alcuni ricercatori dell’Università di Chicago, i quali hanno creato e testato un nuovo tessuto rinfrescante, in grado di ridurre la temperatura percepita anche di 9°C. Questo materiale potrebbe offrire una soluzione contro il caldo intenso non solo attraverso la creazione di nuovi indumenti, ma anche in ambito architettonico e ingegneristico: infatti, si è anche pensato di applicarlo alle fiancate degli edifici o delle automobili. In tal modo sarebbe possibile diminuire l’effetto inquinante provocato dall’aria condizionata, insieme ai costi che essa comporta. Infine, un altro suo impiego, potrebbe riguardare il trasporto e la conservazione di alimenti deperibili, riducendo l’impatto degli impianti di refrigerazione.
Una possibile soluzione per sostenere gli effetti del riscaldamento globale
Le immagini satellitari provenienti dalla Stazione Spaziale Internazionale lo confermano: le nostre città sono sempre più calde. Con l’aumento della temperatura globale, infatti, i grandi centri urbani sono diventati delle “isole di calore”, anche a causa delle radiazioni termiche emesse da marciapiedi e grattacieli, che incrementano la percezione del caldo. È un problema che coinvolge anche l’immediato futuro, poiché si prevede che, entro il 2050, il 68% della popolazione mondiale vivrà nelle città.
Per questo è di grande interesse la proposta studiata dai ricercatori della Pritzker School of Molecular Engineering, presso l’Università di Chicago: essa riguarda un nuovo tessuto che consente di superare l’impatto delle ondate di caldo estremo. Durante i test in cui il tessuto è stato indossato, è risultato di 8.9°C più fresco rispetto a un comune tessuto di seta. Sulla pelle, la temperatura risultava di 1.8°C più fresca rispetto alla sensazione emessa dal cotone.
Come funziona il nuovo tessuto per contrastare il caldo estivo
Dal punto di vista tecnico, il nuovo materiale rinfrescante sfrutta il processo del “raffreddamento radiativo”, grazie al quale cui gli oggetti producono calore sotto forma di radiazione infrarossa. Sulla base di ciò tale tessuto di nuova invenzione, reso noto per la prima volta dalla rivista Science, non riflette soltanto la luce solare diretta, ma anche la radiazione termica emessa da palazzi e pavimentazioni.
Tenendo presente il fatto che dev’essere indossato, si è cercato di dotare il tessuto anche di un certo comfort. Esso è infatti composto da tre strati, di cui quello più interno è realizzato in lana o cotone, al fine di garantire la traspirabilità. Ci sono poi uno strato intermedio, contenente “nanofili” d’argento che riflettono la maggior parte della radiazione termica, e uno strato esterno, fatto di un materiale plastico che emette una banda di radiazione infrarossa, per dissipare in modo efficace gli effetti del caldo.
Difendersi dal caldo in modo più sostenibile
Grazie alle sue caratteristiche, il nuovo tessuto rinfrescante è utilizzabile anche al di fuori dell’abbigliamento: una sua versione più spessa, infatti, può essere impiegata sulle fiancate delle automobili o degli edifici. L’obiettivo è quello di abbassare la temperatura interna degli ambienti in modo “sostenibile”, riducendo l’uso degli impianti di climatizzazione e i costi che da esso derivano. In modo analogo, si potrebbe utilizzare il materiale per il trasporto del latte e di altri alimenti deperibili, riducendo l’impiego dei sistemi di refrigerazione.
Alla luce di quanto detto, proteggersi dal caldo sarà dunque una delle grandi sfide del futuro. Ridurre la necessità di sistemi che implicano un alto dispendio energetico ed economico può essere un’ottima base da cui partire, per dimostrare che la rotta fin qui seguita si può correggere.

