Dopo 70 anni dalla prima spedizione italiana sul K2, a sfiorare gli 8611 metri sono state 4 donne italiane e 4 pakistane. Un’impresa storica e dal grande valore umano e scientifico. Un successo che celebra il nostro Paese e segna un nuovo capitolo della storia dell’alpinismo.
Non solo: la spedizione è stata green, grazie all’utilizzo di pannelli solari e materiali riciclabili. La “montagna degli italiani”, termine con cui veniva chiamato il K2 è, oggi, anche la montagna delle italiane.
#K270WOMAN: l’hashtag a 8611 metri per 4 donne italiane
Con #K270WOMAN si è aperta la campagna che ha seguito il team di 4 donne italiane e 4 donne pakistane sul K2, la seconda montagna più alta del mondo. Un’impresa che celebra l’Italia e il Pakistan: simbolo che la montagna è alla portata di uomini e donne di ogni nazionalità e credo.
Il 27 giugno 2024 il team, guidato dall’alpinista Agostino Da Polenza, ha raggiunto il campo base a 5000 metri: sono state fatte delle prove di resistenza che hanno portato le alpiniste sempre più in alto, fino a sfiorare, il 31 luglio, gli 8611 metri del K2 (qui alcune curiosità).
Il team, a causa del meteo non è riuscito ad arrivare in vetta ma, per Cristina Piolini, Silvia Loreggian, Federica Mingolla e Anna Torretta questa è la celebrazione dei 70 anni dalla prima conquista italiana che fu portata a termine da Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, con la guida dal campo base di Ardito Desio.
La scalata rappresenta il nuovo alpinismo green, che unisce Italia e Pakistan, che celebra il passato e il presente, che abbatte le diversità.
Si è scritta una nuova pagina dell’alpinismo italiano e pakistano, ma non solo: protagonista è stata la ricerca scientifica.
K2: la missione green
La spedizione delle 4 donne italiane e pakistane sul K2 è stata completamente green. Grazie a molti partner, fra cui il Ministero dell’università e della ricerca, sono stati utilizzati panelli solari, per evitare l’accensione di generatori.
La spedizione sul K2 ha avuto come obiettivo quello di studiare la relazione fra la neve e il ghiaccio nel subcontinente indiano. Il Consiglio Nazionale delle ricerche dell’università Cà Foscari di Venezia e il Club Alpino Italiano (CAI) hanno incoraggiato i ricercatori ad approfondire gli studi sul clima in alta quota e sulle relazioni fra il freddo e il corpo umano. Un’importante chiave di volta per migliorare sempre di più le performance alpinistiche e scoprire la relazione fra uomo e montagna.
Non solo: grazie alle collaborazioni fra Italia e Pakistan, sono stati organizzati dei corsi di formazione per avvicinare le donne pakistane al mondo dell’alpinismo, a imitazione delle loro connazionali impegnate nell’impresa. Una spedizione che mostra come l’alpinismo, la scienza e l’ambiente siano fortemente intrecciati.
La spedizione delle donne italiane e pakistane sul K2 è quindi l’esempio vincente che il rispetto per la montagna può cambiare la relazione fra l’uomo e l’ambiente.

