Arte-terapia: l’arte come realizzazione dell’impossibile

di 20 Ottobre 2012Magazine, Storie

Giuliana Bocconcello, ceramista e scultrice di Latina, da trent’anni porta avanti un progetto ambizioso: l’arte-terapia, cioè la ricerca di un canale comunicativo artistico per tutti, senza distinzioni. Ex quadro dirigente di un’importante multinazionale, nel 1986 lascia una posizione economica sicura per dedicarsi, attraverso l’arte-terapia, a malati psichiatrici, diversamente abili, persone con disagio sociale.

Un vero e proprio “salto nel buio”, dovuto ad un’urgenza artistica inarrestabile. Spinta anche dall’esempio di Basaglia, Giuliana diventa pioniera in Italia dell’arteterapia.

Un anno “sabbatico” post-dimissioni porta Giuliana Bocconcello a viaggiare, a scoprire la forza e l’unione dell’arte in ogni angolo della terra. Trova sostegno in alcune associazioni locali (Raret, laboratorio di cultura della terra; Domus Mea, associazione culturale storica di Latina) e lavora presso enti e strutture sanitarie protette. Successivamente crea un’associazione tutta sua, che si chiama Solidarte.

La terra, la possibilità di riplasmare e rimodellare positivamente costituisce il fondamento delle sue sculture e delle opere che realizzano i suoi allievi. Giuliana definisce gli allievi “operai artisti” o “diversamente artisti”, sempre autenticamente artefici di creazione artistica.

Cuori, foglie, installazioni collettive e singole: lo spazio espositivo dell’artista accoglie le opere quasi fossero piante spontanee a cui sembrano appartenere per natura, per la sintonia dei materiali (terracotta, ceramica, raku). Le mostre sono motivo di interazione tra l’artista e il pubblico. Le geometrie semplici rendono il messaggio universalmente fruibile e di forte impatto emotivo.

Il percorso di Giuliana si consolida nell’organizzazione della biennale artistica della città di Latina, e in mostre suggestive. E’ il caso – ad esempio – dell’esposizione tattile dedicata, di recente, alle opere del giovane artista Ettore Balduzzi, che appartiene al gruppo DAD, Diversamente Artisti dell’associazione Diaphorà (formata da genitori di persone con disabilità) con cui Giuliana collabora.

Possiamo affermare che la materia preferita da Giuliana Bocconcello è, sin dall’inizio della sua storia artistica, l’impossibile. L’impossibile non come muro di fronte al quale arrestarsi, ma come stimolo da seguire.

 

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