Trasformare il dolore in opportunità: una scelta vincente

di 20 Novembre 2012Magazine, Storie

Daniele è stato un bambino molto, molto speciale. Un angelo passato per insegnare qualcosa al mondo: aiutare gli altri. La malattia, l’Hiv, l’ha portato via, ma solo fisicamente, nel 1999. Ma tutto ciò che Daniele ha vissuto è stato straordinario: dall’incontro con Madre Teresa di Calcutta, suo idolo ed esempio da seguire, alla vicinanza di Renato Zero. Voleva diventare famoso, Daniele, per poter essere utile agli altri. E il suo sogno si è avverato.

Da quando la sua mamma adottiva, Antonietta Parisi, ha avuto la forza di riprendersi, è iniziata  la resurrezione che lo ha strappato alla morte.

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Negli anni ’80, di Aids si parlava pochissimo. Quando la malattia ha preso il sopravvento, Daniele frequentava la terza elementare. Sono stati anni difficilissimi in cui Antonietta e Daniele hanno dovuto combattere sia l’Aids (non c’erano formulati pediatrici, quindi, Antonietta e Daniele decidono – con il prof. Fernando Aiuti – di sperimentare medicinali per adulti) sia i pregiudizi.

L’amore ha vinto e Antonietta, già attivista di Anlaids, ha trovato la ragione di vita che l’ha portata a dedicarsi, ogni giorno, al prossimo. Con una raccolta fondi continua, Antonietta ha finanziato l’acquisto di macchinari ospedalieri fondamentali per i malati, non solo di Hiv (tra cui – ad esempio – un dissociatore, un videoduodenoscopio, un sollevatore),  borse di studio per ragazzi e per ricercatori, adozioni di bambini.

La recente pubblicazione di Cerasella Da Ros dal titolo “La forza dell’amore. In ricordo di Daniele” (2012, Edizioni c’era una volta) consente, con i proventi tutti devoluti alla causa, di acquistare un apparecchio di ipertermia (che serve a bloccare le metastasi tumorali). Daniele, piccolo grande saggio quale era, direbbe che questo è il senso della vita e la sconfitta del dolore.

Scrive il prof. Fernando Aiuti nella prefazione del libro di Cerasella Da Ros: “Chi riesce a trasformare ciò di cui è stato privato in un’opportunità per sé e per il prossimo, compie un atto di grande civiltà, di amore, di coraggio, e di speranza.”

 

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