Vi è mai capitato di essere così immersi in un’attività da perdere la cognizione del tempo e la percezione di ciò che accade intorno a voi? Questa sensazione riassume il significato di flow, detta anche flow experience, teorizzato dallo psicologo ungherese Mihaly Csikszentmihalyi. Che si tratti di vita lavorativa o pratica di un hobby, raggiungere lo stato di flow incrementa i livelli di benessere e soddisfazione. Di recente, diversi studi hanno evidenziato gli aspetti positivi dell’apprendimento basato sul gioco. Si può quindi imparare facendo esperienza del flusso e divertendosi.

Cos’è la Teoria del Flow

Nella vita, almeno una volta, ciascuno di noi ha svolto un’esperienza che l’ha coinvolto a tal punto da dimenticarsi del mondo circostante e del tempo che scorreva. Il significato di queste sensazioni viene espresso dalla Teoria del Flow. L’esperienza ottimale si può sperimentare in diverse occasioni della vita, dagli studi al lavoro, alla pratica di azioni connesse ad hobby, sport o religione.

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Il nome della teoria deriva dalla metafora della corrente d’acqua che trascina, usata nei colloqui dai pazienti dello psicologo Csikszentmihalyi. Le componenti affinché un’attività possa condurre allo stato di flusso sono: definizione di obiettivi chiari, concentrazione totale sul compito, piacere intrinseco, controllo sull’azione, bilanciamento fra livello di sfida e capacità.

In particolare, l’azione da svolgere deve essere proporzionata alle nostre capacità, cosicché si attivi la connessione neuronale preposta alla vigilanza sul compito specifico, chiamata Task Positive Network. Infatti, se un compito risulta troppo semplice per le nostre competenze, subentrerebbero apatia e noia, se è troppo complesso, si sperimenterebbero ansia e preoccupazione. Il significato di flow, e il conseguente appagamento personale, si traduce quindi nel giusto equilibrio fra livello di sfida e abilità.

Se rispettate queste condizioni, l’esperienza diviene autotelica, ovvero gratificante di per sé, a prescindere da eventuali riconoscimenti o  ricompense. I benefici connessi a tale stato di coscienza sono innumerevoli. Nel mondo lavorativo, lo stato di flusso porterebbe ad un incremento della produttività. Più in generale, l’esperienza ottimale garantirebbe una migliore gestione emotiva, prediligendo emozioni connesse alla calma e ridimensionando quelle legate alla frustrazione.

Il significato di flow nel gioco

Le ricerche hanno messo in evidenza la possibilità di sperimentare l’esperienza del flusso anche impegnandosi in attività ludiche finalizzate all’apprendimento. Pertanto, fra gli strumenti di didattica stanno riscuotendo successo i giochi digitali, come ad esempio Wordle, che favoriscano l’autoriflessione, la dinamicità e l’inclusione degli studenti.

Recentemente, è stato dimostrato che l’apprendimento basato sul gioco migliorerebbe le prestazioni e i risultati dell’assimilazione in relazione ad aspetti affettivi (ad esempio il divertimento), cognitivi e comportamentali. L’esperienza di immersione in attività ludiche ha fornito feedback positivo non solo in merito all’apprendimento, ma anche sull’acquisizione di autonomia e aumento delle capacità di relazionalità sociale.

Uno studio dell’Università di Hong Kong ha indagato la connessione fra giochi incentrati sulla competitività e significato di flow, anche nell’ambito dell’istruzione superiore. Nello specifico, si evidenzia che l’apprendimento attraverso il gioco non competitivo, se eseguito in gruppo, garantisce performance migliori. È stato dimostrato che la capacità di raggiungere l’esperienza ottimale nell’apprendimento basato sul gioco da parte dei partecipanti dipenda da chiarezza degli obiettivi, feedback immediato e interazione sociale.

In conclusione, conciliare benessere e impegno nello svolgere compiti utili per sé o per la società è possibile. In stretta relazione alla teoria dell’ikigai, il punto di partenza è la consapevolezza di ciò che piace e la definizione di finalità concrete, con l’intenzione di promuovere la propria crescita personale.

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Giulia Polito

Mi piace considerarmi una persona multipotenziale: sto seguendo una carriera in ambito scientifico, ma ho anche una passione per la scrittura e credo fermamente nel potere della divulgazione. Scrivo di tutto ciò che mi incuriosisce e mi appassiona, soprattutto legato a società, cognitive skills e questioni di genere. Collaboro con BuoneNotizie.it e partecipo al laboratorio di giornalismo per diventare pubblicista.

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