Il 5 novembre, con le elezioni americane 2024, il popolo a stelle e strisce sceglierà il prossimo Presidente degli Stati Uniti. Mentre l’America si appresta al voto, in tanti si chiedono cosa mangiano i potenti e chi sono gli chef della Casa Bianca. Soddisfa il gusto di saperne di più con noi di BuoneNotizie.it.

Il popolo americano è diviso tra il repubblicano Donald Trump e la rivale democratica, vice presidente uscente Kamala Harris. Dagli ultimi sondaggi pubblicati da Lab24 (Il Sole 24 Ore), la vicepresidente ha il 50,4% dei consensi a fronte del 45,5% di Trump. Per la prima volta nella storia, perciò, una donna potrebbe diventare la presidente degli USA, opera sfumata al fotofinish del 2016 a Hillary Clinton.

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Aspettando le elezioni americane 2024: cosa mangiano i Presidenti americani

A Joe Biden rimangono ancora pochi giorni da trascorrere alla Casa Bianca, ma quando non è impegnato a dirigere le forze armate, a fare riunioni e trattati, cosa mangia? Quale sono le sue abitudini alimentari? Al 46° presidente degli USA sembra piacciano i carboidrati, il gelato e il junk food in genere. Secondo quanto rivelato dal sito di notizie Axios, adora gli spaghetti al burro, i panini con burro d’arachidi e marmellata, i sandwich ‘Blt’, tramezzini ripieni di pancetta, lattuga e pomodori, ma anche pizza e biscotti.

L’ex presidente Donald Trump, nonché candidato delle prossime elezioni americane, invece, sembra adorare il cibo fritto. Trump risulterebbe saltare spesso la colazione e preferirebbe pranzare al volo sulla scrivania. Il suo pasto preferito, inoltre, sarebbe la cena a base di panini e pollo fritto offerti dalle varie catene di fast food americani. Così come affermato di suo pugno in un’intervista ad Anderson Cooper della CNN.

Elezioni americane : Trump e il junk food

Fonte sito Eater

Sembrerebbero più salutari, invece, le abitudini alimentari della californiana Kamala Harris, come appare nella serie condotta su YouTube, chiamata Cooking With Kamala, dove ha condiviso ricette e momenti in cucina. La vice di Joe Biden, nonostante il frenetico stile di vita politico di Washington DC, prediligerebbe un’alimentazione sana e equilibrata. Non sarebbe una presidente da fast food, i suoi piatti preferiti risulterebbero, infatti, la pasta alla bolognese e il pollo arrosto, ma anche colazioni con una tazza di raisin bran con latte di mandorla, accompagnata da un tè con miele e limone. La candidata risulterebbe una vera e propria appassionata di cucina e spesso è stata vista al mercato contadino di DuPont Circle, a Washington, a scegliere prodotti freschi e locali per le sue ricette.

Elezioni americane: Kamala Harris in cucina

Fonte sito TG LA7

Gli chef della Casa Bianca: una donna asiatica di colore ha fatto la storia di una delle cucine più importante del mondo

Il ruolo di chef alla Casa Bianca è molto più di un semplice lavoro in cucina. È una posizione di grande responsabilità, che richiede non solo abilità culinarie di altissimo spessore, ma anche discrezione, organizzazione e capacità di adattamento. Non è da tutti sfamare una delle persone più potenti al mondo e il suo staff. Nel corso degli anni, infatti, la cucina della residenza ufficiale del presidente degli USA ha visto susseguirsi numerosi chef, ognuno con personalità e stili diversi.

Uno dei nomi più noti è sicuramente quello di Cristeta Comerford, che ha lavorato alla Casa Bianca per circa 30 anni, prima come sous-chef, poi, per 16 anni, al comando della brigata. La Comerford è stata la prima donna asiatica di colore a ricoprire questo ruolo e ha contribuito a rivoluzionare la cucina della Casa Bianca, rendendola più diversificata e rappresentativa della società americana. Con i suoi 8 aiutanti, che si trattasse di uno spuntino per pochi, o di un banchetto per centinaia di invitati, ha superato ben cinque volte le elezioni americane soddisfacendo i palati di Clinton, Bush, Obama, Trump e l’attuale presidente Biden.

Una proposta tutta italiana per un ruolo di prestigio

Dopo il pensionamento della Comerford, avvenuto nell’estate di quest’anno, un’iniziativa curiosa è stata quella delle Cesarine, la rete di cuoche e cuochi amatoriali italiani, nata a Bologna nel 2004. La community legata a Slow Food, infatti, si è proposta alla guida della cucina della White House. Per la candidatura è stato studiato un piano particolare che prevede, ogni tre mesi, un cambio della squadra di cuochi, in modo da poter portare a Washington le migliori ricette delle diverse cucine regionali italiane.

«Nessun altro Paese al mondo è in grado di garantire la varietà di ricette e la storica competenza diffusa della nostra rete» ha affermato Davide Maggi, CEO di Home Food Società Benefit che gestisce la piattaforma cesarine.com. L’idea era quella di portare un tocco di tradizione italiana nella cucina presidenziale, ma la proposta, pur simpatica, sembra che per il momento non sia stata presa in considerazione.

In attesa che si concludano le elezioni americane attendiamo il nome del nuovo presidente che guiderà gli Usa, ma allo stesso modo non possiamo non fare il tifo per una possibile candidatura di uno chef  italiano alla guida della brigata della cucina della Casa Bianca.

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Marco Russo

Come Gastronomo e Food & Wine Writer non mi limito ad assaggiare e scrivere ma vivo e respiro a pieno il mondo dell'agroalimentare e dell'enogastronomia. Sono un esploratore di sapori e un appassionato divulgatore della cultura del cibo e del vino.Il mio percorso nel mondo della comunicazione del gusto è iniziato con una laurea in Scienze Gastronomiche, arricchito da un Master in Restaurant Management e da diverse specializzazioni nel food & beverage, tra cui quella da sommelier.Al momento sono con la penna immersa nelle storie positive di “BuoneNotizie.it” e nella concretezza di “What Now? Le soluzioni oltre il problema”. Le due Testate con le quali collaboro e in cui esprimo la mia passione per l'enogastronomia, il turismo, l'attualità e le dinamiche sociali.Tutto ciò prende forma grazie anche al percorso formativo che sto seguendo presso la scuola di giornalismo costruttivo dell'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo

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