L’arte gastronomica riveste un ruolo fondamentale per raggiungere gli obiettivi prefissati dall’Agenda 2030. Secondo l’ONU, infatti, la gastronomia riveste una funzione necessaria verso la transizione ecologica del Pianeta.

La gastronomia sostenibile: un pensiero globale

Agisci: pensa globalmente, mangia localmente” è il motto voluto dall’Assemblea delle Nazioni Unite per porre all’attenzione del mondo il ruolo che la gastronomia può svolgere nello sviluppo sostenibile. Attraverso scelte consapevoli, infatti, la gastronomia ricopre un ruolo cruciale per aiutare il Pianeta.

Dal 2016 l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) e l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) lavorano in sinergia per facilitare e promulgare l’osservanza della ricorrenza in collaborazione con tutti gli Stati membri e altri organismi internazionali e governi, così come la società civile.

Cosa si intende per gastronomia sostenibile

La gastronomia sostenibile non è solo un modo di cucinare, ma un vero e proprio modello di pensiero che abbraccia l’intera filiera agroalimentare, dal seme al consumatore. Si basa su principi chiave utili, perseguibili sia in casa sia nella ristorazione come:

  • valorizzazione dei prodotti locali e stagionali: scegliere ingredienti freschi e di stagione provenienti da aziende agricole locali significa ridurre l’impatto ambientale legato al trasporto e sostenere le economie del territorio;
  • produzione agricola sostenibile: promuovere pratiche agricole che favoriscano la biodiversità, la tutela del suolo e l’utilizzo efficiente delle risorse idriche;
  • riduzione degli sprechi alimentari: pianificare la spesa, conservare correttamente gli alimenti e cucinare solo le quantità necessarie sono azioni semplici, ma fondamentali per evitare sprechi che hanno un impatto significativo sull’ambiente;
  • promozione di una dieta equilibrata e varia: privilegiare cibi vegetali, limitare il consumo di carne rossa e prediligere prodotti trasformati artigianalmente significa fare scelte più salutari per noi stessi e per il Pianeta. La dieta mediterranea resta il migliore esempio da seguire.

Come possiamo contribuire alla gastronomia sostenibile?

«In qualità di consumatori possiamo dare il nostro contributo quotidiano alla gastronomia sostenibile puntando l’attenzione su un’idea di cucina che tenga conto della tracciabilità degli ingredienti e dell’attenzione alla filiera, cercando di valorizzare un’agricoltura rispettosa della natura ma che, al contempo, valorizzi il prodotto e i produttori» afferma Francesca Romana Barberini, gastronoma e docente universitaria di Storia della gastronomia, in occasione di Future Monday organizzato da EIIS – European Institute of Innovation for Sustainability.

La gastronomia sostenibile, quindi, esprime una cucina che tiene conto della provenienza degli ingredienti, di come viene coltivato il cibo e di come arriva ai nostri mercati e nei nostri piatti. Attraverso scelte consapevoli predilige cotture e piatti semplici, poco lavorati e trasformati. Anche nel campo della ristorazione si affida a professionisti che applicano queste scelte o che si affidano a professionalità di settore che le garantiscono.

Non è solo un dovere verso l’ambiente, ma un’opportunità per riscoprire il piacere del cibo buono e genuino, valorizzando le tradizioni culinarie del nostro territorio e creando un futuro più sostenibile per tutti. La gastronomia sostenibile attraverso la promozione dello sviluppo agricolo, della sicurezza alimentare, della produzione sostenibile di cibo e del consumo responsabile può aiutare a preservare la diversità naturale e culturale del nostro Pianeta.

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Marco Russo

Come Gastronomo e Food & Wine Writer non mi limito ad assaggiare e scrivere ma vivo e respiro a pieno il mondo dell'agroalimentare e dell'enogastronomia. Sono un esploratore di sapori e un appassionato divulgatore della cultura del cibo e del vino.Il mio percorso nel mondo della comunicazione del gusto è iniziato con una laurea in Scienze Gastronomiche, arricchito da un Master in Restaurant Management e da diverse specializzazioni nel food & beverage, tra cui quella da sommelier.Al momento sono con la penna immersa nelle storie positive di “BuoneNotizie.it” e nella concretezza di “What Now? Le soluzioni oltre il problema”. Le due Testate con le quali collaboro e in cui esprimo la mia passione per l'enogastronomia, il turismo, l'attualità e le dinamiche sociali.Tutto ciò prende forma grazie anche al percorso formativo che sto seguendo presso la scuola di giornalismo costruttivo dell'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo

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