L’esito dei recenti campionati europei, dove i calciatori italiani hanno deluso, non ha oscurato l’attività del Centro Tecnico di Coverciano, che forma i migliori allenatori e sviluppa progetti di solidarietà soprattutto per i giovani.

Il complesso, definito “Università del Calcio”, è nato nel 1958 da un’idea della Federazione Italiana Giuoco Calcio per addestrare allenatori e altre professionalità, come preparatori atletici, direttori sportivi, osservatori e match analyst. Quest’ultima figura è molto ricercata dai club, poiché analizza le condotte dei giocatori per correggere eventuali errori.

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Il torneo europeo, nonostante la crisi della nostra Nazionale, ha consolidato la fama del Centro come luogo di trasmissione del sapere calcistico. Infatti, Turchia e Slovacchia, squadre modeste ma allenate da tecnici usciti da Coverciano, hanno espresso un gioco di qualità.

Allenatore di calcio.

A Coverciano studiano i migliori allenatori (foto di Nguyen Thu Hoai da Unsplash)

Il Centro è “Casa degli Azzurri”, ospitando le Nazionali, ma anche “Casa della Solidarietà”, avendo accolto malati, orfani, profughi, nonché studenti impegnati nell’alternanza scuola-lavoro provenienti da Caivano, comune assurto a emblema di marginalità.

Coverciano forma i migliori allenatori

La F.I.G.C. riunisce le società calcistiche e tramite il Settore Tecnico, composto da allenatori, medici e altri professionisti, studia, migliora e diffonde la tecnica di gioco, occupandosi anche di aspetti sociali, culturali, scientifici ed economici. A Coverciano, pertanto, la Federazione forma i migliori allenatori e favorisce la solidarietà.

Numerosi laureati di successo sono usciti da quelle aule, come Carlo Ancellotti, che nel 1997 ha discusso una tesi sul gioco offensivo. Lui, unico vincitore per 5 volte della massima competizione tra club europei, ha conquistato pure 29 trofei nazionali, tra Italia, Spagna, Germania, Francia e Inghilterra.

Anche Vincenzo Montella e Francesco Calzona provengono da Coverciano e hanno disputato l’ultimo europeo. Montella, che ha sfiorato le semifinali allenando la Turchia, si è laureato nel 2011 con una tesi sulla preparazione atletica. Calzona, che con la Slovacchia ha perso contro la finalista Inghilterra pur giocando bene, ha presentato una tesi nel 2016 sullo schieramento difensivo.

Coverciano tra formazione e solidarietà

Per addestrare i migliori allenatori e manager, nonché realizzare iniziative di solidarietà, Coverciano dispone di aree sportive e didattiche. Le prime includono 4 campi di calcio regolamentari, uno più piccolo, uno di calcio a 5 e una palestra. Per la didattica sono utilizzate l’Aula Magna, altre 3 sale e l’Auditorium.

Il complesso comprende una foresteria, ove alloggiano squadre, allenatori e ospiti dei progetti di solidarietà, nonché un ambulatorio. C’è anche il Museo del Calcio per tramandare la memoria sportiva e custodire cimeli.

Il Centro durante il Covid-19 ha ospitato pazienti in quarantena, accogliendo successivamente 8 orfani del conflitto russo-ucraino provenienti da Kharkiv. Inoltre, un progetto di solidarietà prevede che 3 calciatrici afghane fuggite da Kabul siano supportate dai migliori allenatori di Coverciano.

Calciatrici afghane accolte a Coverciano (foto tratta dal sito della F.I.G.C.).

Solidarietà a Coverciano per calciatrici afghane (foto tratta dal sito della F.I.G.C.).

Il Centro ha aperto le porte anche agli studenti dell’Istituto alberghiero Morano di Caivano, permettendogli l’alternanza scuola-lavoro. Alcuni ragazzi hanno svolto attività di cucina e sala per gli Azzurri prima del torneo europeo. La Preside Eugenia Carfora, che dirige l’Istituto con grande passione, ha riferito a BuoneNotizie.it che quei ragazzi: “Nascono grandi e gli vanno offerte opportunità, tirandone fuori talenti e sogni”. Ha aggiunto che: “Lo sport fa supplenza educativa, è palestra di vita, si fonda su regole con cui i ragazzi devono confrontarsi. Chi vive in zone fragili va coinvolto per farlo sentire importante e rafforzarne l’autostima. In lui va fatto nascere il desiderio di seguire modelli virtuosi, perché poi acquisirà la consapevolezza che i sacrifici pagano”. 

Coverciano, fucina dei migliori allenatori, conferma l’importanza dello sport per i giovani, stimolandone l’impegno e trasmettendo loro i valori dell’inclusione e della solidarietà.

 

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Paolo Maria Pomponio

Laureato in giurisprudenza, con Master in "Sicurezza, coordinamento interforze e cooperazione internazionale" e in "Comunicazione e media", ho lavorato nel privato e nel pubblico. Appassionato di calcio, che ho praticato, tendo all’ascolto e a un approccio alle cose con una visione d’insieme.

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