Il calcio mondiale continua ad alzare progressivamente il proprio livello qualitativo grazie ad una decisa crescita individuale. Anche il movimento africano, del resto, prosegue il miglioramento iniziato da qualche anno a questa parte, presentando al mondo campioni dalle caratteristiche tecniche uniche.

Calcio mondiale: uno sviluppo globale

Il calcio mondiale continua il proprio sviluppo globale. Lo sport più famoso del pianeta prosegue il cammino verso il futuro attraverso una crescita omogenea e graduale. Il movimento africano del resto, focus dell’analisi che andremo a definire in questo nuovo capitolo dedicato al Bel Gioco, ha compiuto passi da gigante. Negli ultimi anni, come certificato dal quarto posto raggiunto dal Marocco nel mondiale in Qatar del 2022, la scuola africana ha saputo raggiungere risultati e piazzamenti record. Il lavoro compiuto dalle singole federazioni in termini di infrastrutture e lo sviluppo dei settori giovanili hanno rivoluzionato un movimento non più lontano anni luce dalle realtà europee e sudamericane.

La crescita del movimento calcistico africano

Nonostante non sia lo sport più popolare del continente africano, il calcio è comunque il più grande unificatore culturale presente sul territorio. Come sottolineato su Africarivista.it, il calcio è soprattutto una prospettiva su cui immaginare il proprio futuro. Un intero ecosistema culturale, dopotutto, è costruito attorno al calcio mondiale e da esso è governato. Tutto ciò è ampiamente dimostrato dai numeri dell’ultima edizione della Coppa d’Africa disputata a gennaio e febbraio in Costa d’Avorio. Ben oltre 2 miliardi di appassionati, infatti, hanno potuto collegarsi in diretta televisiva grazie agli accordi firmati in 180 paesi dalla Confederazione africana del calcio (Caf), dimostrando interesse nei confronti della nota competizione.

Inoltre, più di un milione di persone si sono riversate negli stadi che hanno ospitato la competizione, evidenziando un certo attaccamento verso un torneo mai tanto allettante. Tra le strade di Abidjan e quelle delle altre città ivoriane, dopotutto, sono transitati circa 6000 professionisti della comunicazione provenienti da più di settanta paesi diversi. Il tutto, dimostrando un certo appeal internazionale. Sono stati avvistati, infine, anche turisti o amanti del calcio mondiale ed europeo.

Calcio mondiale, l’impatto positivo del movimento africano: il caso del Marocco

Concludendo la nostra analisi sulla crescita del movimento calcistico africano, indispensabile soffermarsi sul modello marocchino. Parlando di calcio mondiale, come citato in precedenza, non sorprende il quarto posto al Mondiale 2022 ottenuto dal Marocco. Rabat, del resto, ha investito in modo importante nell’edificazione di nuove infrastrutture utili alla crescita del movimento. Con un budget di oltre 160 milioni, la federazione ha promosso la costruzione di centinaia di stadi. Non stupisce, dunque, la notizia che pone il Marocco tra i Paesi che ospiteranno il Mondiale del 2030. Insomma, un’ulteriore opportunità di crescita e espansione verso i livelli delle più prestigiose federazioni europee.

La Coppa d’Africa: il motore trainante del movimento africano

Quello sulla crescita del movimento africano è uno degli argomenti più caldi e interessanti del momento. Il livello del calcio mondiale continua a salire grazie a sviluppi simili a quelli della Terra degli Afri. La Coppa d’Africa, del resto, rimane il motore trainante dell’intero movimento continentale. Attirando nuovi sponsor e l’attenzione di numerose emittenti televisive, la Caf potrebbe negoziare accordi commerciali migliori di quelli attualmente in vigore. Il tutto, ovviamente, andrebbe a beneficiare sull’intero ecosistema. Dalle federazioni ai singoli club, dopotutto, lo sviluppo del calcio africano appare destinato a crescere ancora.

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Antonio Di Bello

Studente universitario con esperienze lavorative in ambito comunicativo e giornalistico. Amo raccontare tutto ciò che circonda il mondo del calcio, della pallavolo e della Formula Uno. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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