Il movimento sportivo africano sta vivendo un periodo di crescita esponenziale. Il terzo continente per superficie, infatti, si sta dimostrando un luogo a tutto calcio. Lo sport più popolare del pianeta progredisce (e bene) anche in Africa e questo lo hanno dimostrato gli Europei 2024, con molti esponenti provenienti dal continente africano.

La crescita del calcio africano: l’esempio del movimento marocchino

Il calcio africano è in rapida ascesa. La Terra dei Afri, infatti, si sta dimostrando un luogo a tutto calcio, ricco di talenti cristallini e giocatori dal futuro brillante. Il percorso compiuto dal Marocco nell’ultimo campionato mondiale di calcio 2022, del resto, certifica lo sviluppo di un movimento che vive per il football. Tra i 26 convocati, ben 14 erano bi-nazionali cresciuti all’estero. Eppure, diversi passi avanti sono stati compiuti anche a livello locale. Il merito di tale progresso è soprattutto dell’Accademia Calcistica Mohammed VI. Operativa dal 2009, come rimarcato anche su RivistaUndici.com, è diventata un serbatoio di crescita per giovani promesse dai 12 ai 18 anni.

Da quando le Federazioni calcistiche locali hanno cominciato a fare scouting in Europa, pur sviluppando strutture in grado di formare giovani talenti “in casa”, tutto è cambiato. Allestendo delle vere e proprie reti d’osservazione e reclutamento, le Nazionali africane hanno potuto accrescere il proprio tasso qualitativo. Lo sguardo delle Federazioni africane è per lo più rivolto verso la Francia. Per citare un dato relativo a Qatar 2022, 34 calciatori con passaporto francese sono scesi in campo con la maglia di una Nazionale africana. Prima su tutte, la Tunisia (10), seguita da Senegal (9), Camerun (8), Ghana (4) e Marocco (3).

Le parole di Wenger sulla globalità del movimento calcistico

Non sono passate inosservate le considerazioni fatte da Arsene Wenger a proposito dello sviluppo del calcio africano, poi riprese anche dal Corriere dello Sport. Il capo dello sviluppo globale del calcio FIFA, ha così inquadrato il fenomeno «Non dimentichiamo che in Africa ci sono 1.4 miliardi di persone. Il potenziale è una miniera d’oro per il calcio. Creare club e competizioni più forti è fondamentale, perché questo è stato il successo dell’Europa. Noi vogliamo che tutto ciò si sviluppi anche in Africa. Si sta migliorando, e vogliamo sostenere questa crescita».

Dunque, una crescita utile ad uno sviluppo globale. Lo stesso Wenger, infatti, ha poi concluso «Il prossimo passo è l’educazione dei giovani giocatori. Il tutto, creando buone infrastrutture. La FIFA si trova in questa fase e svilupperà altre accademie in tutti i Paesi africani. Non dimentichiamo che avremo più squadre alla Coppa del Mondo 2026, ovvero 48. Personalmente, ho il sogno che ogni confederazione possa sfidarsi per la vittoria del titolo mondiale. I Paesi africani hanno il potenziale, devono solo spingere lo sviluppo dei loro giovani calciatori».

A tutto calcio: Doauda Guye e l’importanza simbolica della Coppa d’Africa

Qualche mese fa vi abbiamo raccontato la storia di Doauda Guye. Il mastro vetraio di origine senegalese, ma residente a Venezia, ha sottolineato l’importanza della Coppa d’Africa 2024 per un Paese finito nel caos a causa dell’instabilità politica. La nota competizione calcistica continentale, infatti, ha rappresentato una ventata d’aria fresca in un clima rovente. Lo stesso Guye, del resto, ha posto l’accento sulla questione «La Coppa d’Africa è stata determinante per il mio Paese: ci ha resi uniti e consapevoli della forza del popolo». Quest’esempio di passione e attaccamento, del resto, sottolinea ancora una volta come il calcio africano sia in voga e in piena salute. Crescita e sviluppo, dopotutto, spesso richiamano attenzione e interesse collettivo. Il calcio è anche questo: unione fra popoli.

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Antonio Di Bello

Studente universitario con esperienze lavorative in ambito comunicativo e giornalistico. Amo raccontare tutto ciò che circonda il mondo del calcio, della pallavolo e della Formula Uno. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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