Si sono conclusi domenica 16 agosto i Campionati europei di nuoto di Parigi e di atletica leggera a Birmingham. Come accade sempre più spesso, gli atleti azzurri hanno recitato un ruolo di primo piano, con l’Italia ai primissimi posti del medagliere di entrambi i campionati Europei.

Il conto finale dei podi nelle gare di atletica vede infatti gli azzurri in testa sia per numero totale di medaglie, sia per ori conquistati. Per quanto riguarda il nuoto, l’Italia è al secondo posto per medaglie d’oro, ma di gran lunga la più premiata a livello di podi complessivi.

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L’atletica leggera: una crescita costante

L’Alexander Stadium di Birmingham, teatro delle gare di atletica leggera, ha visto il podio tingersi d’azzurro per ben ventidue volte per altrettante medaglie complessive. Dieci ori, sei argenti e sei bronzi per una spedizione italiana sempre più punta di diamante del continente e che bissa il primato ottenuto a Roma due anni fa.

La crescita degli atleti italiani negli ultimi vent’anni è impressionante: nelle sette edizioni tra il 2006 e il 2022, gli italiani avevano ottenuto una media di circa sei medaglie per competizione. Le ventiquattro di Roma e le ventidue di Birmingham testimoniano una parabola ascendente che non accenna a fermarsi.

Questa generazione di atleti italiani, a partire dai Giochi Olimpici di Tokyo 2021 e passando per i mondiali disputati sempre nella capitale giapponese del 2025, sta letteralmente riscrivendo la storia dell’atletica leggera italiana.

Capofila di questi campioni è probabilmente Gianmarco Tamberi che, nel salto in alto, ha ottenuto il terzo oro consecutivo, arrivando a quattro successi complessivi nel palmarès continentale. Due terzi del podio di questa disciplina sono azzurri, grazie al bronzo di Matteo Sioli.

Altra straordinaria conferma viene da Nadia Battocletti, che ha a sua volta bissato i due successi del 2024 nei 5.000 e nei 10.000 piani, con un podio anche qui quasi tutto italiano per la medaglia di bronzo di Micol Majori.

Larissa Iapichino nel salto in lungo, Dariya Derkach e Andy Diaz nel salto triplo, Leonardo Fabbri nel getto del peso e Massimo Stano nella maratona di marcia hanno vinto le altre medaglie d’oro individuali.

La ciliegina sulla torta è arrivata proprio nell’ultima gara della manifestazione. I ragazzi della staffetta 4×400, Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati, hanno conquistato la medaglia d’oro superando la Gran Bretagna sia all’arrivo, sia al primo posto del medagliere degli Europei.

Il medagliere degli Europei di nuoto: nessuno come gli azzurri

In esatta contemporaneità, a Parigi, andavano in scena gli Europei di nuoto. In questo caso, gli azzurri, sono secondi nel medagliere, in quanto è arrivato un successo in meno rispetto alla Gran Bretagna. Contando i podi complessivi, però, l’Italia è davanti a tutti. E nemmeno di poco.

Sono quarantatré, infatti, le medaglie ottenute dagli azzurri nelle piscine parigine.  A differenza dell’exploit relativamente recente dell’atletica, nel nuoto gli italiani sono sempre stati ai vertici, trovandosi stabilmente nei primi cinque posti dei medaglieri continentali.

Clamorosi gli europei di Sara Curtis. La ventenne di Savigliano (CN) ha infatti ottenuto ben sei medaglie su sei gare disputate (record italiano sia per numero di podi, sia per percentuale), riuscendo nell’impresa di aggiornare il record del mondo dei 50 metri dorso a distanza di poche ore, tra semifinale e finale.

Gli altri medagliati “multipli” sono Simona Quadarella, che ha vinto le gare di stile libero sulle distanze di 400, 800 e 1500 metri, Nicolò Martinenghi, nei 50 e 100 metri rana e Ginevra Taddeucci, che ha dominato le gare di acqua libera nella Senna.

Chiara Pellacani ha invece ottenuto lo storico risultato di cinque ori complessivi nei tuffi, rivelandosi erede naturale di un mostro sacro come Tania Cagnotto.

Menzione d’onore meritano Thomas Ceccon, vincitore di due medaglie di bronzo e due d’argento, e Benedetta Pilato, due argenti e un bronzo. Entrambi hanno sfiorato l’oro per per un centesimo di secondo nei 100 dorso maschili e nei 50 rana femminili.

Il momento d’oro dello sport italiano

Grazie a questi fantastici risultati, lo sport italiano sta continuando nel suo periodo di grazia. L’onda lunga di Tokyo 2021, corroborata dai giochi di Parigi 2024, sta continuando a produrre i suoi effetti benefici in un circolo virtuoso che non accenna a esaurirsi. Ben lungi dall’essere un caso fortuito, i Giochi Olimpici giapponesi hanno aperto la strada a una nuova generazione di campioni in grado di far sognare gli appassionati italiani.

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Sergio Di Bari

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